Cinque Cesare Dias proteggeva le assiduità del suo giovane amico Luigi Caracciolo, presso la sua pupilla Anna Acquaviva. Le proteggeva correttamente, con quella fine e giusta misura che egli adoperava in tutte le cose, senza aver l'aria del padre che vuole assolutamente maritare una sua figliuola e che accarezza il fantasma di qualunque matrimonio. In verità, cresceva in lui il desiderio di maritarla, di togliersi l'increscioso pensiero di quella sorveglianza, di affidare ad altri, a chi ne avesse più diritto, a chi potesse esercitarla molto meglio, di cedere a un marito, infine, la protezione di quell'anima debole e fragile, già infranta nel dolore una prima volta e minacciante sempre di ricadere in un dolce errore. Per tanti sintomi che non isfuggivano al suo occhio sagace, lo teneva u

