CAPITOLO OTTO Quella notte il sonno gli sfuggiva. Balthazar giaceva nella sua spaziosa camera in cima a una delle torri a spirale, tra ricamate lenzuola di seta e cuscini pieni di piume, ripensando a sua sorella, Artunis. Prima di tornare a Karnopolis, era da anni che non gli veniva in mente. Artunis era un fantasma della sua vecchia vita e il ragazzo che era stato era ormai morto da secoli. Eppure, quando chiudeva gli occhi, riusciva a figurarsi il suo volto con una limpidezza inquietante. Era bellissima. Occhi e capelli scuri e, come Balthazar, con un sorriso da lupo. Artunis aveva quindici anni quando era morta. Con soli tre anni a separarli, erano stati sempre molto vicini. Alla fine, era più una madre per lui che una sorella. Sarebbe morto di fame senza di lei. Balthazar si pass

