L'uno urlò come se in lui si compiesse lo strappo atrocissimo; si sollevò, poi ricadde. L'altra si scrollò, con un rantolo che si ruppe in un pianto più disumano dell'urlo. Ed entrambi rimasero abbattuti sul pavimento, nel barlume violaceo, sentendosi ancor vivi entrambi e lordi, ma con qualcosa di esanime fra loro, con i resti di un oscuro assassinio fra i loro corpi disgiunti. Ed ella non cessava di piangere. Su i vetri della finestra pioveva l'azzurro sempre più cupo; l'ombra s'addensava nelle pieghe delle tende, negli angoli, sotto le porte; il rumore cittadino non giungeva sino a quel silenzio, se non indistinto. Ed ella non cessava di piangere. Il suo pianto era come il pianto di Lunella, era come il torrente, strabocchevole, senza freno. I singulti precipitati parevano soffocarla;

