Da quella proda, più che dall'altra di laggiù, la voragine era spaventevole. Dalla profonda erosione centrale si creava un golfo d'ombra ove un dirupo irto di croste e di schegge si protendeva a piombo, smisurato come la ruina prodotta dal tremor dell'Inferno nel punto dell'estremo sospiro di Cristo. Quivi era la fauce inestinta che aveva già inghiottito le case degli uomini e di Dio, i borghi i monasteri le basiliche, e gli ipogei e le mura delle antichissime genti, e i cipressi e gli elci dalle radici inespugnabili. Come grofi di sale, come gromme di tartaro, come coaguli di sangue, biancheggiavano rosseggiavano le crete e i tufi giù per le ripe e per le lacche. Era la riviera del bollor vermiglio quella che fumigava a valle della vecchia roccia? Quella che luceva tra le grotte allamate

