CAPITOLO I-2

2052 Parole

Nell’udire che ero venuto per restare gli sfuggì un’espressione di sgomento, ma non poté negare che c’era un mucchio di stanze libere. «Benissimo. Mi può dare quella che avevo l’altra volta?». Emise un debole lamento da dietro una pila di scatoloni sul tavolo, che forse avevano contenuto guanti, fazzoletti o cravatte. Mi domando cosa ci tenesse lui. C’era odore di corallo in putrefazione, o di polvere d’Oriente, di esemplari zoologici, in quel suo buco. Oltre quella barriera vedevo solo la cima della sua testa e due occhi infelici puntati su di me. «È solo per un paio di giorni», dissi, per rincuorarlo. «Non potrebbe pagare in anticipo?», propose con ardore. «Certo che no!», sbottai appena fui in grado di parlare. «Non ho mai sentito una cosa simile! Che infernale sfacciataggine...».

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