36.Entriamo poco prima di pranzo a Genova, inforcando la Sopraelevata. Il Porto Antico e lo specchio d’acqua, in tutta la loro bellezza, sembrano quasi accogliere chi li ammira percorrendo la strada che attraversa la città. Il clima è forse più mite di quando siamo partiti, ma ho come la sensazione sulla pelle che durerà poco. Un pallido sole che si infrange in mille pezzi di vetro sul mare si sforza di riscaldare il mio viso e prosegue la sua battaglia con la tramontana di questa giornata tersa e fredda. Bruno e Andre mi lasciano sotto casa, anche se l’espressione più corretta dovrebbe essere che quasi mi lanciano. Uno ha paura di arrivare in ritardo alla riunione e l’altro vuole mettere in frigo tutto quello che ha acquistato. Quanto ne rimane, per essere precisi. Durante il viaggio di

