39.

1844 Parole

39.Resto inebetito per dieci minuti buoni a fissare i fondi del caffè nella tazzina. Mi piacerebbe saperli leggere, comprendere in quel pulviscolo melmoso quale sarà il mio destino. Vedo un teschio, a tratti un qualcosa che assomiglia ad una colomba. Salvarmi la vita e la famiglia oppure cercare di far emergere la verità? Penso che sono quarant’anni che il terrorismo viene analizzato, se ne parla. Che escono nuovi atti, confessioni, dubbi. E nessuno può essere sicuro di avere in mano la verità. E forse che ci potrà riuscire un cretino di giornalista, incasinato sentimentalmente e in uno dei momenti più fragili di tutta la sua vita? Esco dal bar, stringendomi nella giacca. L’aria è sempre più fredda, il torrente Bisagno viene sferzato da raffiche di tramontana gelida e cattiva. Mi squilla

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