40.Paghiamo Fabrizio, lo salutiamo e gli promettiamo di tornare presto. Bruno va a prendere la macchina e noi lo aspettiamo in via Dante. Arriviamo in cima a monte Gazzo nei tempi previsti. In mezzo alle colline ed al verde troviamo il lungo muro di gasbeton che delimita con un cancello l’accesso al canile. È dipinto di azzurro, con murales di cani e gatti che sembrano inseguirsi nell’immaginazione di chi guarda. Bruno parcheggia la macchina nel piazzale e spegne il motore. “Vuoi andare tu?”, mi chiede. “Non vedo perché no”, rispondo. “Ciccio”, interviene Andre sospirando, “non credi che suonerebbe strano? Se venisse fuori che proprio tu sei andato a chiedere della gatta della tua amica. Ecco. La tua posizione potrebbe complicarsi.” “Concordo”, commenta il Ceva. Resto qualche secondo

