54E Marioara tornò in Italia a metà febbraio senza preavviso. Solamente all’arrivo a Padova telefonò al casale e Giorgio volò sbalordito a prelevarla con il furgone. Iano era all’hotel, fervevano i lavori di ristrutturazione, anche la piscina esterna aveva bisogno di ritocchi, una ditta specializzata faceva i lavori sotto la sua supervisione. Rientrò al casale che era già notte, stracco e infreddolito per le sventagliate di grecale. Smontò dal bus, si diresse a testa bassa verso casa. Salì le due scale dell’ingresso principale e si rese conto che qualcosa di eccitante avveniva all’interno. Stava per bussare, ma rimase con il pugno sospeso a mezz’aria. Il portone si spalancò e Marioara lo investì con la furia del vento diventato scirocco, un abbraccio caldo che lo trattenne sull’uscio,

