43Agli inizi di settembre l’hotel esibiva i fremiti e i ritmi di un alveare e Iano si lasciò andare all’atmosfera preferita, come uno stecco in acqua che si lascia catturare dal vortice di un mulinello. Le gare di prima mattina in piscina con Dorota erano cessate, la gestione convulsa deviava la donna più verso l’ufficio che verso la piscina. Comunque lui aveva preso confidenza a quei momenti deliziosi e sfruttava il privilegio di un intero impianto a disposizione per mettere a mollo il corpo e riassaporare stimoli antichi. Aveva notato, o era solo un’impressione, che si destava all’alba non per aver esaurito la breve scorta di sonno, ma perché un diffuso prurito epidermico e una strana tensione muscolare lo tiravano verso l’acqua della piscina, dove i pruriti e le tensioni si stemperava

