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28 Federico mi chiamò sul cellulare la mattina, era piuttosto deciso nel tono di voce: “Vado in piscina, c’è Suardelli, ho visto la sua macchina parcheggiata davanti al cancello!”. Uscii di casa. Corsi con lo scooter, investito dal rigore invernale del vento che soffiava forte per le strade. Davanti all’ingresso della piscina era parcheggiata la macchina di Federico, un poco più lontano quella di Suardelli. Sollevai alla svelta lo scooter sul cavalletto, e corsi all’interno. Nell’atrio non c’era anima viva, i tavoli del ristoro erano vuoti. Attraversai il corridoio, lateralmente allo spogliatoio. Notai che non c’era nessuno in acqua, quando mi affacciai a guardare verso il lato che dava sulle vasche. Nell’angolo lontano, Federico sollevava lo sguardo contro l’altro che mostrava il suo

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