Capitolo IV Raskòlnikov era stato il bravo e zelante avvocato di Sònja contro Lùžin, benché anche lui portasse nell'anima un così greve fardello di sgomento e di dolore. Dopo aver sofferto per tutta la mattina, era stato quasi contento di potere, grazie a questa occasione, dirottare un poco i propri pensieri, che stavano divenendo intollerabili; senza parlare, poi, del personale sentimento di affetto che lo aveva indotto a difendere Sònja. Oltre a tutto ciò, gli stava di fronte, e a tratti se ne preoccupava moltissimo, l'imminente incontro con Sònja: doveva rivelarle chi aveva ucciso Lizavèta, si aspettava momenti di tremenda tortura e pareva volerli allontanare agitando le mani. Anche quella sua esclamazione, proferita uscendo dalla casa di Katerìna Ivànovna: «Vedremo, Sòfja Semënovna,

