Il pianto di quella povera donna tubercolotica e derelitta sembrò produrre un grande effetto sui presenti. Faceva tanta pena, c'era tanta sofferenza in quel viso devastato dal dolore, scavato dalla malattia, in quelle labbra aride e sporche di sangue rappreso, in quella voce rauca, in quel pianto dirotto, simile al pianto di un fanciullo, in quella supplica fiduciosa, infantile e insieme disperata, che tutti ne parvero impietositi. Pëtr Petròviè, almeno, s'impietosì subito. «Signora! Signora!» Esclamò con voce persuasiva. «Questo fatto non riguarda voi! Nessuno oserà mai incolparvi di premeditazione o di complicità, tanto che siete stata proprio voi a scoprire la cosa, rovesciando quella tasca: quindi, non potevate saperne nulla. Sono dispostissimo, dispostissimo ad avere compassione, da

