Capitolo VI Non appena fu uscita, Raskòlnikov si alzò, chiuse la porta col gancetto, slegò il fagotto degli indumenti portato poco prima da Razumìchin, che quest'ultimo aveva di nuovo legato, e cominciò a vestirsi. Cosa strana: pareva che, di colpo, si fosse completamente calmato; non era rimasto niente né del delirio semifolle di prima, né della paura panica di tutti quegli ultimi tempi. Era il primo istante di una specie di strana, improvvisa tranquillità. I suoi movimenti erano semplici e precisi e denotavano un fermo proposito. «Oggi stesso, oggi stesso!...» Mormorava tra sé. Anche se capiva di essere ancora debole, la fortissima tensione spirituale che aveva provocato quello stato di calma, di idea fissa, gli dava forze e sicurezza in sé; sperava di non svenire per la strada. Rivest

