Lasciare andare

1218 Parole
«Svegliati» La mia mente non fa in tempo a registrare quelle parole che già un cuscino mi è atterrato in faccia, colpendomi il naso con più forza del necessario. «Ma che cazzo fai» Borbotto, con la voce impastata, alzandomi a mezzo busto e stropicciandomi gli occhi infastiditi per la luce che filtra dalla finestra. Clarissa mi guarda dall'alto con un sorrisetto impertinente stampato sul viso e l'arma del delitto ancora tra le mani, e io vorrei metterle le mani al collo e soffocarla, soprattutto quando sblocco il telefono e vedo che sono appena le dieci. E oggi è Domenica. «Dobbiamo parlare di ieri» Mi informa, impettita, e a me si ferma il cuore nel petto nel ripensarci. Scaccio l'immagine del nostro bacio dalla testa, sveglia da troppo poco per sopportare emozioni di questa portata. Ma di cosa vuole parlare Clarissa? Insomma, a meno che Damiano non abbia spifferato tutto, non dovrebbe sapere niente. Se pure sapesse tanto meglio, mi toglierebbe l'impegno di dirglielo, cosa che mi imbarazza ma che devo fare per forza perché gliel'ho promesso. «Di cosa?» Chiedo, col cervello ancora lento, mentre tengo gli occhi chiusi per non dover guardare la luce dritta in faccia. «Te lo dirò appena arriva...» Prima che possa finire la frase suona il nostro citofono, e mi chiedo chi diavolo possa essere a quest'ora del mattino. «Jacopo. Perfetto» Conclude la bionda, per poi avviarsi alla porta ed aprirla, permettendo al ragazzo dai capelli castani di entrare nel nostro appartamento. Guardo entrambi confusa, con gli occhi ancora appiccicati dal sonno, non capendo perché diavolo lui sia nel nostro appartamento a quest'ora. «Ho fatto prima che ho potuto, che succede?» Chiede, impanicato, facendo passare velocemente gli occhi da me a Clarissa come per assicurarsi che siamo tutte e due sane e salve. «Devo dirvi una cosa» Dice la bionda, solenne, sbattendo le mani sul materasso accanto a lei per indicare a Jacopo di sedersi. Lui sembra più confuso di me, e io sono così addormentata che non ho ancora realizzato di essere davvero stata svegliata per il racconto di qualche gossip. «Ho un appuntamento» Dichiara, per poi sorridere a trentadue denti e aspettare una reazione da noi due che tarda ad arrivare, un po' per il sonno un po' perché aspettiamo che vada avanti. «E con chi?» «Leonardo. Con Leonardo, il ragazzo di ieri sera» Io e Jacopo ci guardiamo sotto shock ma per motivi diversi. Lui probabilmente è ancora sconvolto dall'abilità di Clarissa di fare colpo su chiunque incontri già a prima vista, mentre io questo ormai lo so bene. Il mio sconvolgimento è dato invece dalla sua catena di amicizie, dalle conseguenze che questo porterà e soprattutto dal fatto che se Damiano gli ha detto del bacio, in poco tempo lo saprà anche lei, e io non posso più permettermi di tenerle nascosto nulla. «Ma è fantastico!» Le dico, infondo felice per lei, nonostante sia un po' tesa perché questo significa che a breve dovrò confessare quello che ho fatto. Non mi capacito ancora di come abbia potuto essere così stupida da fare la cosa peggiore che potessi fare in questa situazione, e farmi calpestare ancora una volta dimostrando il poco rispetto che ho per me stessa. Se solo amassi me stessa quanto amo te, Damiano, quanto sarebbero semplici le cose. «Io lo sapevo già» Commenta invece Jacopo, scrollando le spalle e rivolgendo un sorriso alla bionda che comincia a urlacchiare e a chiedere cos'abbia detto Leo su di lei. «Gli piaci Clary, però vacci piano con lui perché ha avuto un po' di batoste in amore» Le consiglia il moro, e io li guardo cercando di rimanere concentrata sull'argomento nonostante la mia testa continui a correre a ieri sera e a ciò che prima o poi dovrò ammettere ad alta voce. Mentre lei racconta meglio di come abbiamo ballato insieme e si siano guardati tutta la sera come nei film, io la guardo e sorrido con un grande senso di colpa nei confronti di me stessa che mi buca lo stomaco. Poi cala il silenzio per un secondo, evidenza che la bionda ha finito di raccontare, e io decido di approfittarne. «Damiano mi ha baciata» Dico, tutta d'un fiato, così veloce e a voce così bassa che per un secondo temo che dovrò dirlo un'altra volta. Clarissa e Jacopo si voltano con lentezza quasi contemporaneamente verso di me, l'una con sguardo impanicato e l'altro con lo sguardo adirato. «Ma che cazzo?» Sbotta il moro, allargando le braccia, e io rannicchio le ginocchia al petto non moralmente pronta abbastanza per una predica. «Lo so» Mormoro tirando su col naso, delusa da me stessa molto di più di quanto lo siano loro. «Okay, okay, va tutto bene» Interviene Clarissa, accovacciandosi di fronte a me e mettendomi le mani sulle guance, costringendomi a guardarla. «Non fa niente amore, capito? Non hai nessuna colpa» Mi dice, come se fossi una bambina, guardandomi con gli occhi sinceri e cercando di trasmettermi calma: «Invece sì Clarissa perché io lo volevo» Piagnucolo, per poi affondare la faccia tra le ginocchia in seguito all'occhiataccia di Jacopo, che però si limita a restare zitto. «Sarebbe strano il contrario, Eli, sei persa di lui. Ora sarà solo un po' più difficile da cancellare, ma non è successo niente di grave okay?» «Mhmh» Annuisco, guardando Clarissa con una espressione che sembra richiedere disperatamente aiuto. Non so come farei se non ci fosse lei a tranquillizzarti. «Non è grave?! Che cazzo dici Clary, dopo che gli hai aperto questo spiraglio Damiano si insinuerà dentro, e tu non potrai fa' niente pe fermarlo» Il tono di Jacopo è molto più accusatorio, sembra più arrabbiato che preoccupato, e penso proprio che sia perché ha capito quando male può farmi suo fratello. «Tu mi dicevi di andargli a parlare!» Ribatto, in modo infantile, per difendermi puerilmente dalle sue accuse. «Parlare, non ficcargli la lingua in bocca! E poi prima, lo dicevo prima.» «Basterà fare finta di niente» «Ti farà male di nuovo, Elisa, e tu glielo permetterai. Che cazzo.» Sbotta, alzandosi dal mio letto e andando dritto sul balcone a fumare una sigaretta. La sua reazione mi fa vedere ciò che è successo come ancora più grave, e in un secondo sono più agitata di prima. Clarissa alza gli occhi al cielo in direzione del ragazzo, per poi tornarmi a guardare con un sorriso dolce. «Era ovvio che sarebbe successo Eli, tu lo ami. Devi solo saper lasciare andare il ricordo di voi due, e vedrai che sparita anche il tuo sentimento» Mi consigliate, sistemandomi una ciocca di capelli, e io vorrei dirle magari fosse così facile. Resto per qualche minuto accoccolata a lei sul letto, fingendo di ascoltare le sue rassicurazioni mentre dentro alla mia testa esiste costantemente solo l'immagine delle labbra di Damiano attaccate alle mie. Devo cancellarlo. Dopo poco tempo Clarissa annuncia di dover cominciare a prepararsi per uscire a pranzo, e si alza per dirigersi verso l'armadio solo dopo avermi lasciato un bacio sulla testa. Nel frattempo Jacopo ritorna dal balcone e si avvia verso l'uscita, con la mandibola tesa che è così simile a quella del fratello. Cancellare. «Jacopo» Lo richiamo quand'è sulla porta, prendendogli il polso e tirandolo con leggerezza per farlo voltare. «Dimmi» È freddo, deve aver imparato anche questo da Damiano. Cancellare. «Rimani a mangiare con me?»
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