V. IN CASA DEL SIGNOR MARCHESE-2

2268 Parole

«Scusatemi» disse al marchese, simulando una confusione ch’era ben lungi dal provare «mi è sembrato di cadere e mi sono afferrata al ramo del vostro collo; quando uno annega o cade, si abbranca dove può. E poi, cadere è cosa grave e di malaugurio, per una commediante.» «Permettetemi di considerare questo piccolo accidente come un favore» rispose il signor di Bruyères, tutto turbato dall’aver sentito contro il proprio petto i seni sapientemente palpitanti della giovane donna. Serafina, con il capo girato a mezzo sulla spalla, e con la pupilla nella coda dell’occhio, aveva veduta la scena quasi voltando la schiena, con quella gelosa perspicacia delle rivali a cui nulla sfugge e che vale i cent’occhi di Argo. Cosí non poté far a meno di mordersi le labbra. Zerbina (era questo il nome della

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