«Addio», soggiunse, «addio, ma non eternamente; di’? Non eternamente, eccoti adempiuta la mia promessa», e si trasse dal seno il suo ritratto, «eccoti adempiuta la mia promessa; addio, va, fuggi, e porta con te la memoria di questa sfortunata – è bagnato delle mie lagrime e delle lagrime di mia madre». E con le sue mani lo appendeva al mio collo, e lo nascondeva dentro al mio petto. Io stesi le braccia, e me la strinsi sul cuore, e i suoi sospiri confortavano le arse mie labbra, e già la mia bocca, ma un pallore di morte si sparse su la sua faccia; e, mentre mi respingeva, io toccandole la mano la sentii fredda, tremante, e con voce soffocata e languente mi disse: «Abbi pietà addio», e si abbandonò sul sofà, stringendosi presso quanto poteva la Isabellina, che piangeva con noi. Entrava suo

