«Davvero?», disse K. «Allora sono miei colleghi». E si volse al più vicino, un uomo alto, magro, dai capelli quasi tutti grigi. «Che cosa aspetta qui?», chiese gentilmente K. Ma al sentirsi inaspettatamente rivolgere la parola, l’uomo si confuse, era penoso a vedersi, tanto più che si trattava palesemente di un uomo di mondo che altrove sapeva certo dominarsi e non rinunciava facilmente alla superiorità acquisita su molti altri. Ma qui non sapeva rispondere a una domanda tanto semplice e guardò gli altri come se fossero tenuti a venirgli in aiuto, e come se nessuno potesse pretendere da lui una risposta se questo aiuto non arrivava. A quel punto l’usciere si fece avanti e per tranquillizzare l’uomo e fargli coraggio disse: «Questo signore chiede solo che cosa aspetta. Su, risponda». La vo

