Faccio dei respiri profondi, nel vano tentativo di riacquistare la calma e di non andare in panico. Mi guardo intorno, ma i miei occhi vedono solo oscurità, l’unica tenue fonte di illuminazione è quel poco di luce che filtra da sotto la porta e dalla serratura. Mi trovo rinchiusa in uno sgabuzzino privo di finestre e con solo qualche scaffale su cui si trovano dei vecchi prodotti per pulire, mentre in fondo allo stanzino, contro la parete, riesco ad intravedere le sagome di alcuni manici di scopa. Mi avvento nuovamente contro la porta, colpendola con qualche spallata ed armeggiando con la maniglia, ottenendo come unico risultato dei tonfi ed il vibrare del legno. Sento il panico farsi largo dentro di me, offuscando ogni io pensiero, ed inizio ad urlare, nella speranza di attirare l’atten

