Fabrizio Borgio: Breve storia di gatti e di spari

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Fabrizio Borgio Breve storia di gatti e di spari Il gatto col manto nero intenso e lucido aveva iniziato a frequentare il Cornajàss da un paio di settimane. Era consuetudine che gatti vaga-bondi approfittassero dell’ospitalità delle cascine e Giorgio Martinengo non se n’esimeva tanto che un angolino della dispensa ospitava qualche scatoletta e un sacco di crocchette. Solitamente il gatto di campagna tendeva a inselvatichirsi, un opportunista che permetteva una carezza rubata, il ronfare delle fusa e dopo, uno scatto fulmineo per sparire tra le vigne. Il gatto nero invece era socievole. Arrivava fino al davanzale della finestra, chiamava con un miagolio e come Giorgio apriva la porta di casa s’infilava dentro dirigendosi con sicurezza in cucina. Balzava sulla sedia a capo tavola e fissav

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