Marco Bonini A Natale non tutti si sentono più buoni Vigilia, ora dell’aperitivo. Mi sono infilata in questo bar dalle pareti che vanno a pezzi, distrutte dal vedere per anni le sequenze di soliti volti, a ripararmi da una pioggia che precipita a piombo, senza un minimo colpo di vento a sorprenderla nella discesa; non solo, se le mie informazioni sono buone avrei anche la speranza di fare un incontro cui tengo; oltre i vetri appannati vedo soltanto il buio. Le bustine dello zucchero, sparse sul pavimento, circondano lo snello cestino di rame; pochi hanno una buona mira, la maggior parte non ci prova nemmeno. Quando ho ordinato il succo d’ananas ho fatto forse un errore; me ne sono accorta, ma era ormai tardi; il barista ha sollevato gli occhi; sarebbe più prudente non mi facessi notare.

