Capitolo undicesimo Toccalossi era sceso a un’ora piuttosto insolita per lui: le otto. Per la verità non era nemmeno andato a dormire. Si era fatto la doccia dopo aver consultato le carte sino al sorgere del sole. Aveva appuntamento con Annibale, per la firma del compromesso, alle nove. Quella casa era veramente un affare. Entrò soprappensiero al bar e fu colto di soprassalto dalla voce di un uomo. – Buongiorno, Procuratore. Si voltò. – Ahh, ma è lei, maresciallo? Centofanti sorrise. – Non si ricorda, Procuratore? Mi aveva detto lei di passarla a prendere qua, sotto casa. Dobbiamo recarci a Genova, per la nostra prima indagine all’Antimafia. Non si ricordava. – Eggià! – Erminia mi ha detto che sta cercando casa e che… – L’ho trovata. Stamattina devo firmare il compromesso. Cent

