29 Elle «Elle, piccola mia!». Mia madre si trova nella sala principale, intensamente illuminata, della stazione di polizia. Il posto è quasi deserto tranne per la sottoscritta, le due agenti dietro di me e quello alla scrivania. E mia madre. Non le rispondo. Non so cosa dire. Sono ancora arrabbiata per come mi ha esclusa dalla sua vita nel momento in cui non avevo soldi da darle. Ha il naso rosso acceso e gli occhi acquosi. Mi verrebbe da dire per aver pianto, ma non è così. È ubriaca. Mi mordo il labbro inferiore mentre le poliziotte mi accompagnano alla portineria. Mi lasciano lì, in piedi, e mia madre si avvicina. «Bambina, stai bene?», mi chiede, entrambe le sue mani che si aggrappano alle mie. Bambina? Mia madre non mi ha mai chiamato così. Tiro via le mani. «Cos’hai fatto?», le

