Capitolo XXIV

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Capitolo XXIV La moglie della Tigre La notte era magnifica. La luna, quell'astro delle notti serene, splendeva in un cielo senza nubi, proiettando la pallida sua luce d'un azzurro trasparente, d'una infinita dolcezza, sopra le oscure e misteriose foreste, sopra le mormoranti acque del fiumicello e riflettendosi con vago tremolio sui flutti dell'ampio mare della Malesia. Un soave venticello, carico delle esalazioni profumate delle grandi piante, agitava con lieve sussurrio le fronde e scendendo la placida marina moriva nei lontani orizzonti dell'ovest. Tutto era silenzio, tutto era mistero e pace. Solo di tratto in tratto udivasi la risacca che si rompeva con monotono gorgoglìo sulle deserte sabbie del lido, il gemito della brezza che pareva un flebile lamento e un singhiozzo che s'a

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