«Elì dovemo fa quattro ore de viaggio devi calmatte» Interrompo il fastidioso ticchettio che sto provocando picchiettando le dita sul cellulare, alzando lo sguardo sconfortato verso Damiano al mio fianco. «Scusa» Sussurro, poggiando la testa al sedile e guardando il paesaggio scorrere veloce dal finestrino. Da Roma a Milano in treno c'è tutto il tempo del mondo per avere un crollo di nervi e decidere di cambiare piani, ma per ora l'intenzione è quella di cenare con mia madre e mio padre e vedere cos'hanno da dirmi. «Guarda che lo dico per te, anche se sei bona da nervosa» Scherza, smorzando un po' la tensione e facendomi ridere in imbarazzo. Apprezzo davvero la sua presenza qui, non è per niente scontato considerando che effettivamente non mi deve nulla. Quando ho detto a mia mamma

