Sorseggio nervosamente il mio drink mentre aspettiamo che i Måneskin si esibiscano.
Non sono una da superalcolici, ma stasera senza un bel long island non vado da nessuna parte.
Volevo parlare con Damiano, stavolta davvero volevo farlo, dirgli che non doveva permettersi stasera e che non avrei mai più accettato certi atteggiamenti mentre è fidanzato con la mia amica.
Però poi nel tragitto in macchina c'era anche Clarissa, e non appena siamo arrivati al locale lui è sparito tra la folla.
Certo, lui ha sbagliato ed è stato scorretto, ma io non sono da meno.
Non posso promettere a me stessa che riuscirò a distaccarmi definitivamente, ma sicuramente entro stasera voglio parlargli e chiarire quest'assurda situazione.
La bionda accanto a me ha un'espressione pensierosa stampata sul volto che sembra di ceramica, mentre prende qualche sorso dal suo drink senza sembrarne troppo entusiasta.
«Che succede?»
Lei sbuffa, sedendosi su una sedia accanto al bancone come se aspettasse solo che glielo domandassi.
«C'è qualcosa che non va con Damiano»
Confessa, poggiando il mento sul palmo della mano con fare più pensieroso che triste.
«Che cosa?»
«Boh, è strano. I primi giorni era tutto entusiasta e voleva sempre vedermi, ultimamente mi cerca solo quando ha voglia di scopare e non parliamo mai»
Storco il naso nel sentirla pronunciare quelle parole, per qualche motivo sono convinta che Damiano non si sarebbe innamorato alla follia di lei neanche se io non ci fossi stata.
«È strano pensare questo del proprio ragazzo, non capisco come puoi rimanerci ancora insieme se hai questa sensazione»
Le dico con sincerità, cercando di restare il più neutra possibile volendola davvero aiutare. Forse non sono credibile, ma non vorrei mai farle del male.
«Beh innanzitutto potrebbe essere solo una mia impressione, e poi non è che a me dispiaccia scopare con lui»
Riprende il suo fare gioioso e ammicca all'ultima frase, facendomi venire voglia di vomitare, ma infondo come darle torto.
Senza nessun preavviso dopo circa mezz'ora dal nostro arrivo i ragazzi salgono sul palco, e io mando giù un altro sorso di alcol per sciogliere il nodo in gola che mi tortura non appena Damiano fa il suo ingresso, con gli occhi e la bocca truccati di nero e una camicia bianca sbottonata fino a sotto il petto.
Ma quando si è cambiato?
Una melodia che non conosco comincia a risuonare nell'aria, e dopo un secondo la voce aggressiva e potente del moro squarcia l'aria attirando l'attenzione di tutti.
So you can follow me
Untill they catch me and kill me out
It's my recovery
And we will forget of the clouds
There's no hitch
No baby, there's no fence
No baby, there's no set-back that will stop me
Damiano si muove sul palco come se fosse nato per questo, e il cuore mi batte così forte da star per esplodere nel vederlo esprimersi completamente nella sua passione.
Devo ammettere che capisco tutti i commentini che mi arrivano alle orecchie dalle ragazze qui vicino, di certo Damiano non è uno che passa inosservato, e provo per la millesima volta a convincermi che sia solo per questo che ha un'ascendente su di me.
Poi, come in un deja-vu, nel bel mezzo i suoi occhi cercano qualcuno nella folla, e si fermano proprio quando incontrano la mia figura.
Il mondo intorno a noi scompare, io sento ovattato e percepisco lontane anche le note della sua canzone.
Sorride con fare quasi languido, sono piuttosto lontana dal palco ma mi sembra di averlo qui di fronte. Il battito mi aumenta in un secondo e la bocca mi si asciuga non appena mi concentro sulla pelle scoperta del suo petto.
«Mi sta guardando??»
La voce di Clarissa irrompe nel mio campo uditivo infrangendo l'atmosfera magica che si è appena creata, e impiego qualche momento per elaborare le sue parole mentre non riesco a togliere gli occhi di dosso a Damiano.
«Cosa? Uhm..sì, presumo di sì»
Le rispondo, distratta, allungandomi sulle punte dei piedi per poter vedere meglio il palco la cui visione mi è impedita da uno stangone che mi si è piazzato proprio davanti.
La folla si accalca davanti alla mia misera statura, costringendomi ad arrendermi al fatto che non potrò vedere il resto dell'esibizione.
Passo la decina di minuti successivi alla fine della loro performance a subirmi Clarissa che mi chiede suggerimenti sulle tecniche da utilizzare per risolvere la situazione con Damiano.
Io le consiglio di parlarci e basta, ma lei decide che preferisce ignorarlo spudoratamente così che lui capisca cosa sta perdendo, senza dare minimo ascolto alle mie parole.
Il ragazzo in questione dopo poco spunta dal retro del locale con la camicia un po' più abbottonata e la matita appena sbavata sotto agli occhi. Non appena la bionda lo vede avvicinarsi prende il suo drink e si allontana impettita, senza neanche aspettarmi.
La guardo allontanarsi e poi mi giro a guardare il moro che è ormai a pochi passi da me, che ora sfoggia un'espressione confusa per l'allontanamento della ragazza.
Sono indecisa sul da farsi, ma per l'ennesima volta mi decido a seguirla quando ormai è troppo tardi e Damiano è già arrivato davanti a me in tutto il suo splendore.
«Ma che fa quella?»
Domanda, nonostante sembri più divertito che preoccupato.
«'quella' ha un nome, ed è ovvio che se ne vada se ti comporti così»
Sbuffo, storcendo le labbra mentre lo rimprovero perché io stessa so perfettamente che se le cose stanno così è anche colpa mia.
«Allora te semo piaciuti?»
Domanda, ammiccando e ignorando completamente la mia provocazione.
Mi sciolgo in un secondo quando lo vedo sorridere mentre aspetta la mia risposta, odio quanto sono ebete con lui.
«Ho bisogno di parlarti»
Gli rispondo invece, cambiando argomento perché tanto è ovvio che mi sia piaciuto. Mi piace sempre.
È arrivato il momento che le cose cambino, una volta per tutte.
«Adesso?»
«Adesso. Usciamo?»
Chiedo, e lui mi guarda con una punta di curiosità prima di annuire con decisione.
Il locale è così affollato che rischio di perdere di vista Damiano più di una volta mentre raggiuntiamo l'uscita, e accorgendosene lui mi afferra la mano e mi trascina con lui tenendomi vicina.
Ignoro il caldo istantaneo che mi fa venire quel contatto, volendo rimanere concentrata sul mio intento di cambiare le cose e parlare seriamente.