Capitolo XIV Santino corse verso casa con una mano sulle labbra come per trattenere un profumo e una felicità che non l’avevano mai sfiorato prima e che voleva immaginare di nuovo nella sua stanza a letto, al buio, mentre si addormentava. Come capita spesso ai ragazzini che hanno appena imboccato la strada della pubertà e che sono ancora inesorabilmente attratti dal mondo dei giochi, anche lui si distrasse dai suoi primi palpiti, vedendo la zia Crocifissa che tornava dalla chiesa, dove andava spesso a pregare per il suo amore che non sarebbe mai più tornato. Ci andava ancora, anche se la chiesa era stata distrutta in parte dai bombardamenti e mostrava sconciata e sventrata il pulpito e l’altare maggiore con il tabernacolo aperto e deserto, chissà se per pietà religiosa o per saccheggio.

