Capitolo XXII Santino aveva smesso di agitarsi, si era abbandonato alla forte presa di Tonio e piangeva, come fanno i bambini piccoli con singhiozzi che mozzavano il respiro. La strada scendeva e intorno non si vedeva nessuno. Un po’ più in basso si scorgevano i tetti di un gruppo di case: due erano diroccate. Una strada deserta le attraversava: il vento sollevava la polvere in piccoli sbuffi. Era come trasportare un sacco di noci. Il vecchio non osava guardarlo. Per la prima volta provava dolore per un altro essere. Quel bambino aveva subito la più grande tragedia che potesse toccare a un piccolo: perdere tutti i suoi affetti in un istante e in un modo orrendo. Come quando lui aveva perso tutti i suoi compagni, fuggendo. Non poteva cambiare le cose, non poteva fare uno dei suoi mirac

