41.

459 Parole

41 Due volanti della polizia stavano sfrecciando a tutta velocità per le strade di Varese, i fari blu lampeggianti e le sirene spiegate. Nella prima tre agenti e il commissario Auteri, nella seconda il P.M. Elena Macchi e il vicecommissario Pozzi. Tutti indossavano il giubbotto antiproiettile. Seduta nel sedile posteriore, Elena Macchi stava facendo qualcosa che non faceva più da anni: pregava. “Dio, se esisti, fa’ in modo che possiamo arrivare in tempo”. Inutilmente le avevano sconsigliato di partecipare all’azione: non si sarebbe mai perdonata la responsabilità di un altro omicidio sulle spalle. La massa dei capelli ricci rosso rame giaceva scomposta sul pavimento del salotto, coprendo per metà il volto esangue di Micaela Villa. Le braccia della donna, che poco prima erano freneticame

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