11.

1263 Parole

11 Elena Macchi si girava e rigirava continuamente nel letto senza trovare pace. Avvertiva un peso notevole allo stomaco. Fosse stata nel proprio appartamento, si sarebbe fatta una tisana, avrebbe scaldato la bull dell’acqua calda e avrebbe cercato di lenire quel fastidio, magari prendendo una pastiglia. Non aveva nulla con sé di tutto questo. Si mise a sedere nel letto e accese la luce sul comodino. Mise il cuscino in posizione verticale e appoggiò la schiena, portandosi le braccia conserte allo stomaco. Erano già le undici e trenta. Non ci voleva proprio. Maledisse il suo peccato di gola: ormai non aveva più vent’anni, quando si digeriscono anche i sassi. Il pensiero le corse alla telefonata del patologo e alla modalità dello strangolamento di Fabiola Zocchi. In tanti anni di attività,

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