X. MA NON VUOL CORRERE RISCHIMichael non conosceva per nulla la City; e fu dunque con lo spirito dei vecchi cartografi: “L’ignoto è il regno del terrore” che si diresse attraverso le vicinanze del quartiere Pouthy, verso il sancta sanctorum, costituito dagli uffici di Cuthcott, Kingson e Forsyte. Era di umore piuttosto meditativo, perché aveva fatto colazione con Sibley Swann al Caffè Carillon. Conosceva tutti gli altri convitati – sette giovani ancora più moderni del vecchio Sib – all’infuori di un russo così moderno che non sapeva il francese e nessuno poteva farsi capire da lui. Michael li aveva osservati intenti a demolire ogni cosa, mentre il russo chiudeva gli occhi, come un bambino malato, ogni volta che sentiva pronunciare il nome di uno scrittore vivente… “Avanti dunque!”, pensò M

