Capitolo 12

2276 Parole
Mirko mi solleva dal pavimento e mi accompagna in camera da letto, non nella sua però, in quella che ha dato a me, quella bianca e asettica che mi ricorda che non dormiremo mai insieme. Appena mi appoggia, crollo in un sonno profondo. Mi sento così stanco. Quando mi risveglio fuori è quasi buio, riconosco la vista dalla grande vetrata alla mia destra. Mi sento quasi sconsolato. Dopo essermi concesso a lui in tutto e per tutto mi ha lasciato solo in questo letto. Mi volto lentamente e in modo svogliato e quando mi giro sussulto. Lui è inginocchiato davanti al letto con i gomiti sprofondati nel materasso a sorreggere la testa. Ha un sorriso compiaciuto sul volto. " Ti sei svegliato finalmente. Dai su che dobbiamo tornare a Roma" sollevo le coperte e mi rendo conto di essere ancora completamente nudo. Arrossisco. Mirko si lecca le labbra e osserva estasiato il mio corpo. Mi schiarisco la voce per attirare la sua attenzione. " Potresti guardarmi in faccia?" lui scuote la testa, sta guardando la mia nudità e non ha alcuna intenzione di smettere. " Questo mi piace di più" i suoi occhi bramosi sul mio corpo che reagisce al suo solo sguardo. Quando vede la mia erezione appena accennata fa il suo solito sorriso compiaciuto per l'effetto che ha su di me. Mi maledico mentalmente di non riuscire a controllare le reazioni del mio corpo in sua presenza. " Non abbiamo tempo per questo, ora" lo dice fissandomi ancora lì, poi mi guarda negli occhi e aggiunge " purtroppo" Alzo gli occhi al cielo, quest'uomo è impossibile. " Non alzare gli occhi al cielo. Se lo farai ancora ti sculaccerò. Ora alzati su" mi alzo sbuffando. " Nell'armadio ci sono dei vestiti per te" mi volto per guardarlo. " Mi hai comprato dei vestiti?" il mio tono è irritato, Mario mi guarda confuso. " Se intendi che sono andato io la risposta è no. Ho chiamato Maristella" " E ora chi diavolo è Maristella?" domando stizzito dal fatto che non capisce il mio disagio quando mi compra delle cose. " È la mia personal shopper. Si occupa del mio guardaroba e ora anche del tuo" " A parte che non ho ancora firmato il contratto e quindi non sono un tuo sottomesso. Ma non voglio che mi compri gli abiti, che mi regali libri che costano migliaia di euro. Non mi interessano i tuoi soldi" sono nero di rabbia. " Ma firmerai giusto?". " Ti interessa solo questo non è vero?" chiedo sbigottito. Di tutto il discorso che gli sto facendo l'unica cosa che gli interessa è il suo dannatissimo contratto. Voglio uscire da questa stanza, voglio lasciare questa casa e voglio stare da solo ho bisogno di tempo per riflettere. Mirko ha desideri molto diversi dai miei, io vorrei una storia d'amore, lui degli incontri sessuali che ti tolgono ogni forza sia fisica che mentale. E abbiamo solo saggiato il piacere. Io ho paura che quando mi punirà potrebbe non piacermi. E se nel frattempo mi fossi già innamorato di lui, poi sarei in grado di rinunciarci o accetterei tutto quello che mi farebbe. Devo stargli lontano, ho bisogno di tempo per me, devo capire cosa voglio veramente. Non mi posso accontentare di un rapporto che si consuma solo in camera da letto. Faccio per uscire dalla camera e lui mi blocca. " Ca dove vai, sei nudo" " Voglio andare via, da qui" " Che vuol dire che vuoi andare via?" " Significa che innanzitutto devi lasciarmi il braccio e poi che mi devi portare a Roma. Ora!" Mirko respira profondamente, capisco che sta cercando di tranquillizzarsi, sento che in questo momento vorrebbe solo punirmi, lo percepisco da come muove le mani. " Carlo possiamo parlarne" " No Mirko non possiamo e sai perché? Perché tu vuoi soggiogarmi con il sesso. Io.....io mi inibisco quando ti ho davanti" Mirko mi guarda con sguardo languido e voglioso. " E smettila di guardarmi così" mi giro di spalle per non guardarlo e non vedere lui come guarda me. Ma è la cosa più stupida che possa fare, lui si mette dietro di me e spinge la sua enorme e dura erezione contro il mio sedere. " Vedi che mi fai" sussurra al mio orecchio. " Sono i tuoi occhi, è la tua voce, è il tuo corpo che mi provoca questa reazione. Non mi era mai successo con nessuno. Ero abituato a stare con i miei sottomessi solo nei fine settimana" mi passa una mano sul petto e poi la blocca sul ventre, mi tiene ancorato a se " invece quando penso che dobbiamo vederci venerdì mi sembra di impazzire. Ca" sospira e mi bacia dietro al collo " per te sto mandando a fanculo tutte le mie regole. Dammi tempo, diamoci tempo. Facciamo un passo alla volta" sto per cedere, lo sento. Le sue parole sono inaspettate e mi rendono un po’ più felice. Vorrei girarmi, guardarlo negli occhi e invece il suono del mio cellulare riecheggia per casa. Sciolgo l'abbraccio, infilo i pantaloni di una tuta e corro di sotto. " Potrebbe essere Piero “ urlo mentre mi allontano. Afferro il cellulare e rispondo al quarto forse quinto squillo senza guardare. " Pie?" " Ciao Claudio son Francesco". Non mi sono accorto che Mirko mi ha seguito e ora è di fianco a me che mi osserva. " F-Francesco?" mi giro completamente verso Mirko e lo completamente diverso da quello di pochi minuti fa. Il suo sguardo è imperscrutabile. " Carlo vorrei parlarti, ti va di vederci domani a pranzo" che cazzo vuole da me ora?! E perché ha pensato bene di chiamare mentre ero qui. Cazzo, cazzo, cazzo, gli occhi duri e indagatori di Mirko mi mettono a disagio ma mi danno capire ciò che devo fare. "I-io non so, non credo sia una buona idea" Mirko è furioso si avvicina " A me non piace condividere" mi sussurra e poi mi lascia solo lì al centro della stanza, con il cuore che mi va in gola e il terrore di perderlo. Nonostante io stessi valutando l'idea di non seguirlo nella sua follia, il pensiero che lui possa liberarsi di me mi fa tremare, letteralmente. Cerco di chiudere la telefonata con Francesco spiegandogli che lui non mi interessa più. È insistente ma alla fine riesco a convincerlo a rimandare quella conversazione. Ora ho un problema più importante da risolvere e Francesco è l'ultimo dei miei pensieri. Raggiungo Mirko nel suo ufficio, busso prima di entrare anche se la porta è aperta. " Vestiti, dobbiamo tornare a Roma e siamo già in ritardo" il suo è un ordine, il tono è duro. Giro le spalle, sto per tornare di sopra quando lui mi chiama. " Ca" i suoi occhi mi scrutano, è titubante poi tira fuori una busta e me la porge. " Qui c'è il contratto. Leggilo fa le tue ricerche e poi ne discutiamo. Diciamo......mercoledì a cena. Posso contrattare ma questo è il mio modo di essere" afferro la busta e lo guardo dritto negli occhi. " Ecco cosa penso del tuo modo di essere" prendo il plico con il contratto e lo strappo sotto il suo sguardo sconvolto. Apre la bocca per dire qualcosa, poi la richiude, poi la riapre ancora. Non sa che fare, vedo la sua difficoltà nello sguardo. Si prende un attimo. Chiude gli occhi, respira profondamente. Si siede e punta lo sguardo su di me. È tornato il Mirko sicuro, dominatore, il suo smarrimento è durato solo pochi secondi, il tempo di metabolizzare il mio gesto. " Bene se questa è la tua decisione. È stato breve ma intenso. Ora se non ti dispiace devo tornare a Roma e purtroppo per te dovrai fare il viaggio con me. Hai dieci minuti poi partiremo" Prendo tutto il mio coraggio e tutta la mia dignità ed esco fuori dall'ufficio. Indosso i miei abiti, quelli di quando sono arrivato qui. Lo seguo in silenzio, come in silenzio affrontiamo il viaggio. Lo vedo che ogni tanto mi guarda con la coda dell'occhio, ma non dice una parola. Quando l'elicottero atterra a Roma c'è Fabio ad attenderci. Come diavolo ha fatto ad arrivare prima di noi? In verità non lo vedevo da quando era arrivata Alessia a Lusso, deve essere partito molto prima di noi. Saliamo in auto e Mirko mi riporta al mio appartamento. Mi apre lo sportello quando siamo sotto casa e mi invita a scendere con il suo solito modo galante. Vedo un velo di tristezza nei suoi occhi. Mi accompagna sull'uscio. " So che hai preso la tua decisione ma spero che potrai cambiare idea. Mentre ti preparavi per partire ho stampato una nuova copia del contratto" mi accarezza la guancia con la punta dell'indice, io abbasso immediatamente lo sguardo. " Ti prego guardami" lo faccio, lo guardo dritto negli occhi " leggilo non lo strappare. Fai ricerche su internet, informati. Hai visto anche tu come può essere appagante il mio modo di fare sesso" si lecca le labbra e so che sta pensando a me legato in quella stanza, lo capisco dalla lussuria nel suo sguardo. " Possiamo trovare in accordo. Possiamo fare in modo che funzioni. Pensaci" mi passa i fogli e mi da un bacio all'angolo della bocca " Se hai domande scrivimi ed io sarò ben felice di rispondere. Carlo è il mio solo modo. Non ne conosco altri. Non riesco a rinunciare a te" mi sfiora la spalla e il braccio con la punta delle dita, il mio corpo risponde immediatamente a quel tocco. " Promettimi almeno che ci penserai" afferro i documenti e lo lascio lì davanti l'uscio di casa, senza alcuna risposta, semplicemente me ne vado. Nonostante io abbia strappato i documenti, nonostante potrebbe avere tutti gli uomini che vorrebbe, nonostante io gli abbia detto che voglio qualcosa di più lui insiste nel volermi tenere con se. Dovrà pur voler dire qualcosa. Devo riflettere, leggere bene il contratto e decidere se quel tipo di relazione può fare al caso mio. Ma non stasera. Stasera ho bisogno di svagarmi, di divertirmi, di uscire e prendere una boccata d'aria. " Hey principessa sei tornata?" Piero è in cucina a prepararsi un panino. " Ciao Pie. Ne faresti uno anche a me?" " Affamato?" annuisco e mentre lui prepara il secondo panino io stappo due birre gelate. " Che ne diresti di andare in giro stasera?" Piero annuisce per la bocca piena, è felice, non gli propongo quasi mai di uscire, sono più tipo da studio e serate in casa, ma stasera no. Stasera ho bisogno di distrarmi, di non pensare a ciò che è successo nelle ultime 48 ore. " Dove vuoi andare?' chiede una volta ingoiato il boccone. Alzo le spalle " Lo sai che non ne so molto di locali. Un posto dove la musica sia abbastanza alta da non riuscire a pensare" mi guarda preoccupato. " È andata così male" " Non mi va di parlarne" invece ti racconterei tutto ma non posso farlo. " Non ti ha fatto del male vero? No perché io me ne sbatto il cazzo che lui è Mirko Sebastiano “ mi fa sorridere il senso innato di protezione che Piero ha nei miei confronti. " Tranquillo Pie non mi ha fatto niente che io non volessi" mi dispiace amico mio, questa è l'unica cosa che posso dirti. Sembra rilassarsi alle mie parole. " Con Marco come va?" gli si illumina immediatamente il viso, sono contento sia felice. " Alla grande e poi il sesso è fantastico" faccio uno sguardo inorridito e Piero scoppia a ridere. " Non mi interessano i dettagli" " Potresti rimanerne sconvolto se ti raccontassi". No credimi amico mio, quello che rimarrebbe sconvolto saresti tu. Passiamo una serata tranquilla in un pub vicino casa a bere qualche birra e fare due chiacchiere tra amici. Abbiamo evitato di affrontare il discorso Mirko - Marco. Ora sono nella mia camera e ho tra le mani quel maledetto contratto. Vorrei tanto strapparlo di nuovo ma non ne ho la forza. Non ora che non sono più arrabbiato. Tiro fuori i fogli e comincio a leggere. La prima cosa che mi colpisce è che il contratto ha una scadenza, 3 mesi. Solo? Prendo il cellulare e invio un messaggio a Mirko. A Mirko Egregio dottor Sebastiano Come promesso leggo il tuo contratto. Non sapevo che la nostra relazione avrebbe avuto una scadenza. Non ti sembrano pochi 3 mesi. Io qui negozierei. Da Mirko Egregio Signor Silvestri, Sono felice di sapere che stai ancora valutando la mia proposta. Se vuoi i mesi potrebbero anche diventare 6 o 12. A te la scelta. A Mirko Egregio dottor Sebastiano, 12 mesi mi sembra un tempo ragionevole per cominciare. Mi immagino già legato di nuovo. P.S. mi è piaciuto. Sorrido per la mia sfacciataggine. Da Mario Egregio signor Silvestri, Concordato che i mesi saranno 12, per cominciare, mi piace per cominciare, proporrei di continuare la nostra negoziazione domani visto l'ora tarda. Domani dobbiamo lavorare. P.S. Gli sms ti rendono audace. Ora ho un problema a causa tua. Potrei punirti per questo. Notte A Mirko Egregio dottor Sebastiano, Mi dispiace non essere lì per risolvere il tuo problema ma una bella doccia fredda mette a posto ogni cosa. Si direi che è ora di dormire. Notte. P.S. le nostre contrattazioni dureranno per un po’. Da Mirko Egregio signor Silvestri, Sarò ben felice di contrattare, ma ora a letto. È tardi. Notte. Maledetto maniaco del controllo, riesce ad essere autoritario anche per messaggio. Poso il telefono dopo aver impostato la sveglia e mi addormento con un piccolo sorriso sulle labbra.
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