Capitolo 13

3651 Parole
Oggi comincio l'ultima settimana da De Rosa. Sarà una settimana impegnativa, mercoledì la cena con Mirko, giovedì la festa per la laurea a cui parteciperanno sia mio padre, sia Mirko che è stato chiamato dall'università per fare il discorso di fine corso. E per finire c'è la mostra di Paolo organizzata da Alessia Sebastiano. Tra l'altro ho appena scoperto da Piero che la sua mostra sarà un trampolino di lancio anche per Gianluca che esporrà alcune sue foto. Ero convinto ci sarebbe stata un'esposizione a parte, ma visto che Gianluca, in molte occasioni, ha fatto da assistente a Piero, Alessia ha pensato bene di farli esporre insieme. Speriamo non succeda nulla che possa inficiare il successo del mio migliore amico, visto l’articolo di Mirko nei confronti di Gianluca, non me lo perdonerei mai. Dalla sera che ci siamo ubriacati non l'ho più visto, anche se lui ha cercato più volte di parlarmi, telefonando insistentemente. Non ho alcuna voglia di affrontare con lui quel tipo di discorso, sono sempre stato chiaro, non mi interessa soprattutto ora che ho Mirko che impegna totalmente i miei pensieri. Ho un paio d'ore prima di andare al lavoro e ne approfitto per continuare a dare un'occhiata al contratto. Sto seriamente pensando di accettare? Non lo so. So solo che voglio Mirko nella mia vita e devo capire qual è il modo migliore per averlo. C'è un'altra "imposizione" che voglio discutere con lui, l'attività fisica. Non sono un tipo pigro, sono naturalmente ben messo fisicamente, non ho bisogno di fare molto sport, anche se ogni tanto vado a correre o mi alleno con Piero. Ma 4 volte la settimana e poi lui nei Week end mi sembra un po’ troppo. A Mirko Egregio Dottor Sebastiano, Buongiorno, dormito bene? Ho un paio d'ore libere negoziamo ancora? P.S. stanotte mi sei mancato. Attendo la risposta intanto mangio una banana. Da Mirko Egregio Signor Silvestri, Buongiorno a te. Non è lo stesso dormire da soli e non so perché visto che l'ho sempre fatto. Potremmo contrattare mercoledì a cena. Perché non usi questo tempo per fare delle ricerche? P.S. Anche tu mi sei mancato. Ricerche? E cosa dovrei cercare di preciso? Posso farle con il computer di Piero? A Mirko Egregio Dottor Sebastiano, Mi fa molto piacere constatare che hai sentito la mia mancanza. Che tipo di ricerche mi consigli di fare? Userò il computer di Piero, non ne ho uno tutto mio pensi sia il caso? P.S. Negoziare mi diverte perché aspettare mercoledì? La risposta arriva immediata e questa cosa mi diverte da morire. Da Mario Egregio signor Silvestri, Non usare il computer di Piero per le tue ricerche! Ti manderò un computer, nel frattempo potremmo provare a negoziare un altro punto. P.S. A questo punto la cena di mercoledì potremmo usarla per fare "altro" Il mio corpo è tutto un fremito. Maledetto lui e il suo modo di fare, come può mandarmi fuori di testa solo con una parola? Ne uscirò sconfitto da questa battaglia lo sento. A Mirko Egregio dottor Sebastiano, Accetterò un computer solo se sarà in prestito e su questo punto non transigo. Un altro punto su cui voglio negoziare è l'attività fisica. Sono troppe 4 volte alla settimana. Io propongo 3 ore. P.S. Poi ci sei tu che mi tieni in allenamento nei Week end. Da Mirko Egregio signor Silvestri , Le volte devono essere 4, ho bisogno che il tuo fisico sia allenato e ben snodato per ciò che faremo. P.S. Non vedo l'ora che sia mercoledì A Mirko Egregio dottor Sebastiano, Pensavo stessimo contrattando. Le volte saranno 3. Sono sicuro che tu saprai impiegare quell'ora per rendermi snodato dandomi piacere. Ora vado a lavoro. Buona giornata "signore" P.S. Anche io non vedo l'ora. Sono fiero di me. Sicuro, deciso e un po' allusorio, sono sicuro apprezzerà. Da Mirko Egregio signor Silvestri, Un punto per te. Deciso le volte saranno 3. La tua sfacciataggine andrebbe punita. Buon lavoro. P.S. Ricorda a me piace la monogamia. Mi sta mettendo in guardia? Da cosa esattamente? È lui che ha la fila non io e poi ho già lui che occupa tutto il mio tempo e mi sfinisce, non avrei modo e forze neanche volendo. Forse è solo geloso e questo è il suo modo di dimostrarlo. Mi convinco di ciò e felice e sorridente affronto le mie 6 ore di lavoro. Il tempo passa relativamente in fretta, il negozio è sempre affollato in questo periodo dell'anno. Arrivo a fine turno che non me ne accorgo nemmeno. È il Signor De Rosa ad avvisarmi che sono le 16 e che posso tornare a casa. Raccolgo le mie cose e saluto. Rientro in casa e mi fiondo in doccia. L'acqua calda rilassa i miei muscoli ancora un po’ intorpiditi da ciò che ho fatto nel Week end. Sento Piero chiamarmi mentre mi sto rivestendo. " Carlo devi firmare c'è un pacco per te" " Arrivo" Quando raggiungo Piero trovo un uomo vestito di tutto punto con uno scatolo tra le mani. " Il Signor Silvestri?" annuisco. " Prego firmi qui" mi da una bolla di consegna e io firmo. " Che cos'è?" " Un computer" Piero mi guarda " Hai comprato un computer? Potevi continuare ad usare il mio" " Non l'ho comprato" Piero ancora non capisce ma l'uomo ci interrompe. " È l'ultimo prototipo della Apple. Le mostro come funziona" e mentre lo accende mi rivolgo al mio amico. " Me lo manda Mirko. Vuole che io lo provi per lui" sussurro al suo orecchio per poi alzare le spalle, Piero mi ci da una pacca sopra. " Sei un uomo fortunato amico" e se ne torna alla sua creazione, nel suo studio, lasciandomi da solo con quest'uomo che mi spiega come funziona questo aggeggio che più che un computer mi sembra una navicella spaziale. Quando va via contatto subito Mirko. A Mirko Egregio dottor Sebastiano, Ho appena ricevuto il computer, grazie. Ora potrò fare le mie ricerche. P.S. È stato molto gentile da parte tua. Da Mirko Egregio Signor Silvestri, Sono felice di sapere che hai ricevuto il tuo computer. È stato un piacere per me. P.S. Fai le tue ricerche io sono disponibile per ogni tipo di chiarimento. A Mirko Egregio dottor Sebastiano, Il mio computer è solo in prestito. P.S. Spero di non avere bisogno di troppi chiarimenti. Da Mirko Egregio signor Silvestri, Tu sei impossibile! Il tuo computer, in prestito, usalo! Ti ho dato un compito e voglio che tu lo esegua. P.S. Credimi avrai bisogno di molti chiarimenti. Ok iniziamo ad usare questo aggeggio. Prendo il computer e salgo in camera mia. Non vorrei che Piero vedesse ciò che sto cercando. Ma esattamente cosa sto cercando? Beh direi di cominciare dalla parola " Sottomesso". La inserisco nel motore di ricerca e comincio a leggere. Dopo circa mezz'ora sono sconcertato, anzi no sconvolto. Vuole davvero che io faccia tutto ciò? Ci sono delle cose davvero spinte e nonostante la mia incredulità sono anche eccitato. Ho bisogno di pensare, decido di andare a fare una corsa. Devo scaricare tutte le energie. Correrei da lui per fare sesso se solo potessi e fossi sicuro che non mi respingerebbe. Infilo una tuta e le mie vecchie scarpe da ginnastica ed esco sotto lo sguardo indagatore di Piero. Infilo le cuffie e faccio partire la mia playlist. Corro fino al parco e mentre sono nel viale alberato mi domando se questo è ciò che voglio da una relazione. Mi domando se è il caso di negoziare su tutto, rigo per rigo. Non so se riesco a sostenere quel tipo di rapporto. Ho scoperto che il contratto non ha nessun valore legale, lui deve saperlo per forza. Quindi serve solo a stabilire cosa devo aspettarmi da lui e cosa lui si aspetta da me......la mia completa sottomissione. Ma io sono pronto a dargliela? Perché gli piacciono queste cose, devo riuscire a scoprire se è stato indirizzato in questo mondo e soprattutto da chi. Mi piego sulle ginocchia affannato dalla corsa, decido di rientrare. Devo scrivergli ed esporgli dubbi e perplessità. Poi mercoledì ne discuteremo. Faccio un respiro profondo e mi avvio verso casa. Quando rientro Piero è intento a preparare le opere per la mostra di venerdì. Domani verranno a prenderle per preparare l'esposizione in galleria. Mi chiudo in camera mia, non ho voglia di parlare con lui. Decido di scrivere immediatamente a Mirko. A Mirko Egregio dottor Sebastiano, Ricerche fatte. Ho visto abbastanza. È stato un piacere conoscerti. Premo invio e sorrido per il mio scherzo. È un attimo e mi rendo conto di aver forse esagerato. E se lui non lo prendesse come uno scherzo? Sicuramente non ci riderà sopra. Speriamo non si arrabbi troppo. Aspetto una sua risposta che non arriva e allora completo le didascalie per i quadri di Piero. Il tempo passa velocemente. Sono quasi le nove e di lui ancora nessuna traccia. Che io abbia esagerato? Infilo le cuffie e mi metto a rileggere il contratto per segnare le mie modifiche ma un movimento che percepisco con la coda dell'occhio attira la mia attenzione. Mi volto e Mirko è lì, poggiato alla porta che mi osserva. È dannatamente serio. Sembra addirittura arrabbiato. Tolgo le cuffie dalle orecchie. " Buonasera Carlo" è bellissimo nel suo completo Total black mentre io sono un relitto, non ho nemmeno fatto la doccia dopo la corsa. Maledico Piero di averlo lasciato entrare. "Ero curioso di vedere la tua camera" si guarda intorno. La mia è una camera molto semplice, è bianca e ravvivata alle pareti con dipinti e foto fatte da Piero, ci sono un ritratto di me e mio fratello che Piero ci ha fatto prima di partire per Roma, foto di una vacanza dove Piero ha dato il peggio di se, foto da bambino, una scrivania dove sono seduto io, un grande letto di pelle bianca con sopra una coperta fatta da mia madre. La libreria padroneggia sulla parete sinistra. " Credo che il tuo messaggio meriti una risposta di persona" il suo tono è secco. Io provo a dire qualcosa, ma la mia bocca si muove senza emettere suono. L'uso della parola mi ha completamente abbandonato. " Posso?" chiede indicando il letto. Io annuisco, lui sembra divertito del mio sgomento. Forse vede il lato simpatico di questa situazione. " V-vuoi qualcosa da bere?" balbetto cercando di essere educato. " No Carlo grazie" mi guarda ma non riesco a capire nulla dalla sua espressione. Io avrei proprio bisogno di alcool in questo momento. " Quindi è stato bello conoscermi?" mette la testa di lato e mi osserva incuriosito dalla mia espressione. " Pensavo mi rispondessi con un messaggio" come diavolo esco da questa situazione. Se gli dicessi che era uno scherzo non credo la prenderebbe bene. " Te lo mordi apposta quel labbro?" il suo tono è di rimprovero. " Non me ne ero accorto" ed è la verità. Va a 7000 il cuore. È così dannatamente vicino a me. Gli occhi pensierosi, i gomiti sulle ginocchia, le gambe divaricate, si sporge e mi scompiglia il ciuffo. " Hai deciso di fare un po’ di movimento vedo" il suo tono ora è dolce. Ho il fiato corto. " Perché?" mi sfiora l'orecchio e scende giù fino ad accarezzare la vena sporgente del collo che pulsa impazzita. Il suo tocco è così eccitante. " Avevo bisogno di pensare" la mia voce è un sussurro flebile, sa perfettamente cosa mi sta facendo. Mi guardo intorno in cerca di una via di fuga, ma non ce ne sono. Ma poi voglio davvero fuggire? Lui è corso qui da me, è nella mia stanza, seduto sul mio letto, solo perché gli ho scritto che è stato un piacere conoscerlo. Non vuole un mio rifiuto, non riesce ad accettarlo ed è qui per farmelo capire e questa è l'ora per approfittarne. " A cosa precisamente?" " A te" " E hai pensato che è stato un piacere conoscermi. Intendevi in senso biblico Signor Silvestri?" Arrossisco all'istante. " Bene ho pensato di ricordarti quanto sia stato piacevole conoscermi". Lo guardo incredulo con la bocca spalancata. " Cosa hai da dire in merito Signor Silvestri?" I suoi occhi mi sfidano. Il desiderio cresce dentro di me e gioco d'anticipo buttandomi su di lui. Ma non so come mi ritrovo imprigionato sotto il suo corpo, le mani bloccate sopra la testa. La sua lingua ficcata nella mia bocca ad esplorarmi. Rivendica il suo possesso. Sento il suo desiderio. Lui mi vuole. Potrebbe avere chiunque e invece vuole me. " Ti fidi di me?" io annuisco con il cuore che mi martella nel petto e lui prende da una tasca la cravatta di seta blu. Sbarro gli occhi. Lui mi lega i polsi come sempre ma questa volta lega l'altra estremità della cravatta al letto. Controlla il nodo, è ben stretto non posso muovermi. Sono legato ed eccitato da morire, ancora una volta. Scende dal letto e mi osserva. Sta riflettendo, immagina cosa sta per accadere, mi guarda con eccitazione e bramosia, legato e indifeso nella mia stessa camera. Si lecca le labbra e gira con eleganza poi si avvicina di nuovo. Mi sfila una scarpa. Oddio no ti prego, sono andato a correre e non ho fatto la doccia. " No" cerco di ribellarmi. Lui mi guarda severo. Si ferma. " Se lo fai ancora ti lego anche i piedi. E poi sono quasi sicuro che Piero sia qui fuori quindi ti pregherei di non urlare se non vuoi che ti imbavagli" oddio Piero No, non deve sentire nulla, dopo sarei costretto a spiegargli cose che non posso dire. Mi blocco all'istante. Mi sfila la calza e poi anche l'altra, mi toglie molto lentamente il pantalone della tuta. Spero di avere dell'ultimo decente. Oh per fortuna ho gli slip bianchi. " Mmm slip bianchi" si lecca lascivamente le labbra " Ti donano, mi piacerebbe tu li indossassi sempre per me" è un ordine lo percepisco dal tono anche se lui vuole farla sembrare una richiesta. Faccio fatica a trattenermi quando lo vedo sfilarsi le scarpe, le calze, sbottonarsi i pantaloni e privarsi della camicia. " Hai già visto troppo" mi sussurra. Si mette a cavalcioni su di me. Mi alza la maglia che pensavo volesse sfilarmi ed invece la lascia lì a coprirmi gli occhi. Non vedo più niente e questo è ancora più eccitante. " Ora vado a prendermi qualcosa da bere" si china e mi bacia dolcemente, le sue labbra sono morbide. Sento il cigolio familiare della porta quando si apre. Dove va mezzo nudo. Piero è in casa ed infatti sento i loro sussurri ma non riesco a capire cosa si dicono. Poi il silenzio. Dopo qualche attimo sento di nuovo il cigolio della porta che si chiude e il rumore di qualcosa che sbatte contro il vetro. Ghiaccio. Si quello è il rumore del ghiaccio. Oddio cosa mi farà. Lo sento posare il bicchiere di fianco a me e sento il familiare rumore della cerniera. Si toglie i pantaloni. Si mette di nuovo cavalcioni su di me. È nudo. " Hai sete Carlo?" " Si " sussurro. Ho la gola secca. Sento il ghiaccio tintinnare, riposa il bicchiere e si china a baciarmi e mi versa in bocca un delizioso liquido fresco. È vino. È così inatteso Così bollente Anche se le sue labbra sono fredde. " Ancora?" Annuisco e lui lascia cadere un'altra piccola quantità di vino direttamente dalla sua bocca. È ancora più delizioso perché è mischiato al suo sapore. " Non esageriamo. Sappiamo che hai una tolleranza limitata all'alcool" mi esce un sorriso a quel ricordo. Si sdraia di fianco a me. "Ti piace questo?" chiede con tono acre. Mi irrigidisco. Lui mi passa una scheggia di ghiaccio con un altro sorso di vino dandomi un bacio. Quel bacio piano piano si sposta alla guancia e poi scende sul mio corpo tracciando una scia fino all'ombelico nel quale deposita una piccolissima scheggia di ghiaccio in una pozza di vino gelido. È una sensazione..........wow. " Ora devi stare fermo Carlo. Se ti muovi verserai tutto il vino" i miei fianchi si muovono istintivamente. " Oh no no no. Se fai cadere il vino ti punisco. Capito Signor Silvestri?" gemo cercando di controllare il mio istinto a muovere i fianchi. " Ti piace questo?" mi soffia su un capezzolo. Sento l'ormai familiare rumore del ghiaccio. Lo passa su un capezzolo mentre mi succhia e morde l'altro. Oddio non posso muovermi. È un'agonia, una dolce, straziante agonia. " Se versi anche solo una goccia di vino ti impedirò di godere" " Oh no ti prego.........Mirko......Signore........ti prego" Mi fa impazzire. Sento il ghiaccio sciogliersi nel mio ombelico. Lo desidero. Lo desidero dentro di me ......ora. Sono così..... così caldo, freddo, voglioso. Le sue dita gelide accarezzano la mia pancia, mi inarco, non posso evitarlo. Alcune gocce di vino schizzano sulla mia pelle calda. Mirko si affretta a raccoglierle leccandomi. " Oh come devo fare con te Carlo, ti sei mosso" Ho il respiro pesante. Mi sembra tutto così surreale, solo la sua voce è reale. Infila le dita nei miei slip e sospira. " Oh piccolo" sussurra e infila due dita dentro di me. Resto inerme, senza respiro. " Sei così duro per me" mormora soddisfatto muovendo le due dita dentro e fuori e porta l'altra mano sulla mia erezione. Lo fa cosi lentamente che io mi spingo contro di lui per avere di più. " Oh non ti accontenti mai" mi ammonisce. Mi sfugge un gemito rumoroso mentre il mio corpo si contorce al suo tocco esperto. Mi sfila la maglietta dagli occhi e finalmente posso vederlo. " Voglio toccarti" sento proprio la necessità di un contatto. " Lo so" si piega, continuando a muovere le dita dentro di me ad un ritmo regolare, descrivendo piccoli cerchi. La sua lingua imita i movimenti delle sue dita continuando a masturbarmi. Il mio corpo si irrigidisce, mi spingo contro la sua mano, lui rallenta e si ferma un attimo prima dell'orgasmo, poi ricomincia. È una tortura. " Questa è la tua punizione. Così vicino eppure così lontano" mormora soddisfatto. Gemo esausto. Una lenta agonia che porta al piacere, sperando mi sia concesso di raggiungerlo. "Ti prego" la mia è una supplica. " Dimmi cosa vuoi Carlo" " Voglio te....ora" grido disperato sull'orlo del precipizio. " Ti posso scopare in questo modo o in un altro, o in un altro ancora. Ci sono infinite possibilità Carlo" sussurra sulle mie labbra. Si inginocchia tra le mie gambe, si infila il preservativo. Resto incantato dai suoi movimenti sicuri, non ha mai un attimo di tentennamento. " Ti piace questo?" si sta masturbando sotto il mio sguardo affamato. Non si concede, vuole farmela pagare per il mio messaggio. Cedo. " Era uno scherzo" alza un sopracciglio mentre continua ad accarezzarsi. " Uno scherzo?" tono minaccioso, sono nei guai. " Si ti prego Mirko" lo imploro di alleviare le mie sofferenze. " Stai ridendo, ora?" " No" piagnucolo. Sono un ammasso informe di desiderio. Lui mi guarda cercando di capire quanto io abbia bisogno di essere soddisfatto. Mi afferra mi volta e improvvisamente mi ritrovo in ginocchio con il sedere all'aria. Mi da una sculacciata e poi sprofonda dentro di me. Urlo per la sculacciata e per l'assalto improvviso e vengo immediatamente, più volte. Lui continua il suo assalto, sono sfinito, distrutto e lui continua a penetrarmi imperterrito. La mia eccitazione cresce di nuovo...... oddio non......no " Vieni, Carlo, ancora" e il mio corpo reagisce a quel comando crollando sfinito all'ennesimo orgasmo. Finalmente anche Mirko esplode crollando su di me. " Ti è piaciuto?" Esce velocemente dal mio corpo si libera del preservativo si riveste di tutto punto e poi mi slega. Mi massaggio i polsi scavati dal raso, mentre lui copre il mio corpo distrutto. Mi sorride. " Mi è piaciuto molto" dico imbarazzato. È sdraiato di fianco a me completamente vestito mentre io sono nudo. '"Perché non ti piace essere toccato?" " Perché no" e mi bacia la fronte. " Quindi era uno scherzo?" sorrido mortificato. " Quindi stai ancora valutando la mia proposta?" " Si ma avrei delle cose di cui discutere con te" " Mi preoccuperei del contrario" sorride. " Mi metterai un collare?" " Vedo che hai fatto i compiti. Non lo so non l'ho mai messo a nessuno" " A te lo hanno mai messo?" "Si una volta" risponde senza riflettere. " Quindi sei stato un sottomesso" affermo. Lui si agita nervoso per essere caduto nella mia trappola ma decide comunque di rispondere. " Si lo sono stato" " Un uomo o una donna?" ha capito dove voglio arrivare, le parole della sorella mi gironzolano ancora in testa. " Una donna" sbuffa. Il mio sguardo è sconvolto. " È lei..... si insomma è lei che ti ha indirizzato in questo mondo" chiedo sperando in una risposta. " Carlo tutto ciò che ho fatto con Elèna è stata una mia scelta. Questo è ciò che sono. È ciò che voglio" " E lei fa parte ancora della tua vita?" è sempre più agitato ma devo provare ad insistere è la prima volta che mi racconta qualcosa di se. " Sì, noi siamo soci in affari" " Dunque tu hai qualcuno con cui puoi parlare del tuo stile di vita e io non ho nessuno" sbuffo infastidito non dal non poterne parlare con nessuno ma dal fatto che lei faccia ancora parte della sua vita e lui sembra capirlo. " Geloso Signor Silvestri?” sorride divertito. " No stanco. Quindi" lascio volutamente in sospeso la frase. " Mi stai cacciando Carlo?” chiede con un sopracciglio alzato, ma non sembra affatto infastidito. " Si. Sono stanco e ho bisogno di dormire" si china per baciarmi dolcemente sulle labbra. " Allora ti lascio dormire, Carlo. A mercoledì" e mi bacia ancora. " A mercoledì" sussurro mentre lo vedo uscire dalla mia stanza.
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