Quando mi sveglio è notte fonda.
Sono bloccato tra le braccia di Mirko, ha le mani avvolte intorno al mio busto, le gambe incrociate con le mie e il naso spiaccicato dietro la mia nuca.
Non lo posso vedere, non riesco nemmeno a muovermi per quanto mi tiene stretto a se.
Sento però che dorme sereno, il suo respiro è regolare e i muscoli sono rilassati.
Con molta delicatezza cerco di liberarmi da questo groviglio perfetto che sono i nostri corpi nudi.
Ho bisogno del bagno e poi devo bere.
Mi alzo con non poche difficoltà, ma Mirko per fortuna non si sveglia.
Vado al bagno, svuoto la vescica, lavo le mani, torno in camera.
Mi assicuro che stia ancora dormendo.
È così bello, mi fermo a fissarlo per qualche istante.
Ha la mano sul mio cuscino, esattamente dove l'ho poggiata quando l'ho tolta dal mio fianco, il viso completamente disteso ed un lieve sorriso sulle labbra.
Non sembra nemmeno il Mirko di qualche ora fa che piangeva per qualche suo tormento interiore.
Vorrei così tanto sapere cosa lo ha segnato tanto da fargli avere il terrore di essere toccato.
Mi allontano dal letto per andare nel salottino, dove c'è il frigo bar.
Recupero una bottiglietta d'acqua e mi siedo sul divanetto a sorseggiarla, pensando a quanto sia cambiata la mia vita negli ultimi giorni.
Domani rivedrò mio padre e non potrò raccontargli niente di quello che mi sta succedendo.
Sarà presente anche Mirko domani e la mia paura è che mio padre possa intuire la complicità che c'è tra noi.
Come potrei spiegargli la mia situazione, come potrei parlargli della mia relazione con lui.
I pensieri frullano veloci nella mia testa quando un urlo mi spaventa riportandomi in quella stanza.
Oddio Mirko.
Che si sia sentito male.
Corro nella camera e lo trovo che si agita nel sonno.
È sudato e ha il viso contratto.
"Te ne sei andato"
"TE NE SEI ANDATO" urla.
" Mi avevi promesso che non mi avresti lasciato e invece te ne sei andato" ma di cosa diavolo sta parlando, ma soprattutto di chi?
Ci metto poco a scoprirlo.
" CA, CARLO TI PREGO" quando sento il mio nome mi precipito da lui.
Gli accarezzo una spalla cercando di non toccare zone proibite.
" Mirko, ehi Mirko sono qui" il suono della mia voce sembra calmarlo immediatamente, insieme alla carezza alle spalle, ma non si sveglia.
Decido di tornare a letto.
Lui, come se avvertisse la mia presenza, si posiziona esattamente come eravamo quando mi sono svegliato.
Quando sono di nuovo tra le sue braccia, inala il mio profumo e strofina il naso contro la mia nuca.
" Perché sei sveglio?" la sua voce è roca e bassa, così sensuale.
"Avevo sete"
" E hai bevuto?"
" Si"
" Bene ora torna a dormire" mi ordina, avvicinandosi di più a me e strusciando la sua erezione contro il mio sedere.
Quest'uomo non è mai sazio.
" Se lo sposti da lì magari riesco pure a dormire" mormoro.
Lo sento sorridere.
Allora spinge ancora di più.
Lo fa apposta, provo a spostarmi da solo ma lui non me lo permette anzi comincia a strusciarsi contro di me.
"Uff. Non dovevamo dormire?" sbuffo.
Mi afferra per le spalle e mi fa girare, si mette a cavalcioni su di me e mi guarda dritto negli occhi.
" Anche se non sei il mio sottomesso, continuerò a decidere quando, dove e soprattutto come scoparti. Ti è chiaro?" io annuisco quasi intimidito dal suo modo di fare.
" Bravo bambino. Ora come puoi vedere ho voglia di te. Quindi. Secondo te cosa farò" eccola ancora lì quella lussuria che gli appartiene.
Mi mordo il labbro al pensiero di cosa succederà.
È un secondo che mi ritrovo inginocchiato sul letto con due dita di Mirko che vagano dentro di me.
Affonda le dita nella mia carne mentre mi masturba con l'altra mano.
" Visto che hai provato a rifiutarmi ti punirò"
" V-vuoi aaaaaaaaaa" le dita sempre più veloci " vuoi picchiarmi?" chiedo impaurito e sempre più eccitato.
" Ora ti sculaccerò, ma sono sicuro che ti piacerà"
Toglie le dita dal mio corpo mi accarezza una natica poi uno schiaffo e le due dita di nuovo dentro di me.
" O-oddio" urlo tra il dolore per lo schiaffo e il piacere delle sue dita.
Mi accarezza di nuovo la natica, un altro schiaffo, non nello stesso punto, un po' più in basso.
Sussulto per il dolore e per le dita che affondano fino a toccarmi la prostata.
Va avanti così fino a 6 sculacciate.
Il modus operandi è sempre lo stesso, carezza, schiaffo, penetrazione.
Quando ha finito, accarezza per bene le mie natiche sicuramente arrossate, mette il preservativo, accarezza il mio membro duro come marmo, non credevo che il dolore potesse eccitarmi così tanto.
Affonda dentro di me afferrandomi per i fianchi.
Bastano due spinte per portarmi al piacere "Vieni per me Ca" mi sussurra mentre lui implacabile continua a spingere forte e poderoso tra le mie natiche finché non si svuota urlando il mio nome.
Non so nemmeno io come mi sento.
Essere picchiato da una parte è umiliante anche se è stato ancora più appagante raggiungere il piacere.
Non so cosa dire.
Mirko mi guarda preoccupato perché non ho ancora detto una parola.
" Stai bene?" mi chiede quasi intimorito dalla mia risposta che non arriva.
Sto bene? Come potrei?
Sono stato appena picchiato e scopato da un uomo con cui vorrei una relazione e quello che ottengo è il ruolo di sottomesso.
Decido di non rispondere alla sua domanda, anche perché non saprei affatto cosa dirgli.
Mi alzo ancora con le gambe traballanti, sotto lo sguardo indagatore di Mirko che scruta ogni mio movimento.
Recupero i miei vestiti.
Indosso gli slip e sussulto allo sfregamento contro le mie natiche arrossate.
" Che stai facendo?" il suo tono è duro, è arrabbiato.
Lo guardo di traverso.
" Me ne vado" raccolgo tutto il mio coraggio per dirglielo.
Prova ad avvicinarsi.
" Non ti muovere da lì" gli intimo e lui per la prima volta esegue un mio ordine.
" Ma, ma perché?" i suoi occhi sono terrorizzati.
" Ho bisogno di restare da solo"
" Pensavo ti fosse piaciuto?" mormora in tono dispiaciuto e deluso.
" Oh ma a piacermi mi è piaciuto" i suoi occhi tornano immediatamente a brillare " ed è quello il problema" affermo senza mai guardarlo.
" Mai avrei pensato che mi sarebbe piaciuta una cosa del genere nella vita. Sai come ci si sente ad essere picchiati?"
" Si lo so" abbassa lo sguardo.
" È così frustrante Mirko. Non posso decidere niente, non posso toccarti e in più devo anche essere umiliato" lui alza lo sguardo confuso.
Per la prima volta, dopo quello che è successo, ci guardiamo negli occhi, mentre indosso la giacca.
" Si Mirko ho goduto" dico con convinzione " ma ora non riesco a guardarti negli occhi. Io, io devo andare via da qui. Ho bisogno di pensare"
"Hai detto che non saresti andato da nessuna parte".
Brutto stronzo, non ci provare ad usare il ricatto morale con me.
" L'ho detto prima di questo" mi porto una mano sul sedere dolorante " Non è ciò che voglio da una relazione anche se questo significa rinunciare a te"
" Carlo ti prego" mormora.
" No Mirko non cambierò idea" giro le spalle e mi avvio verso la porta.
" I-io posso cambiare. Per te" la sua voce insicura, quasi una supplica.
Oh come vorrei che lo facesse ma non posso essere io a chiederglielo.
Non sarebbe giusto.
Ognuno di noi deve essere libero di essere se stesso sempre e comunque.
" No Mirko perché se lo facessi me lo rinfacceresti a vita ed io non potrei sopportarlo" mi affretto ad uscire da quella camera prima che le lacrime comincino a rigarmi il viso.
" Nooooo ti prego Carlo “ sento la voce di Mirko rincorrermi oltre la porta, la disperazione nel suo tono mi dilania.
Corro verso gli ascensori per impedirmi di tornare indietro da lui, stringerlo tra le braccia e rassicurarlo.
Scendo nella hall deserta e mi affretto a recuperare la macchina.
Corro a casa il più velocemente possibile.
Cerco di non fare rumore, ma con mia grande sorpresa mi trovo Marco in mutande davanti.
" Ma tu non ce l'hai una casa?" sbotto.
Lui mi guarda sorpreso.
Non mi sono comportato in questo modo mai con nessuno.
Quando si rende conto che sto piangendo mi abbraccia nonostante quello che gli ho detto.
" Che ti ha fatto quello stronzo? Domani mi sente" ringhia.
Allora mi allontano e lo guardo.
I miei occhi lo stanno supplicando " Non dirgli niente per favore"
" Sei sicuro? Potrei farlo tornare da te in due secondi"
" Sono stato io a scappare da lui" sembra sorpreso.
Ma perché nessuno crede che Mirko Sebastiano possa essere rifiutato?
Non sono una nullità, anche io mi merito la felicità e non posso sottomettermi a lui solo perché è schifosamente ricco e bello.
Io voglio altro e lui non può darmelo.
Le lacrime ricominciano a scendere copiose, allora mi scuso e corro nella mia camera.
Sento la voce di Piero che chiede a Marco cosa sia successo.
Non riesco a capire la sua risposta ma sento perfettamente le parole di Piero " Io il tuo amico lo ammazzo".
Mi metto a letto dopo essermi tolto i vestiti e mi metto a dormire.
Non ho voglia di discutere anche con lui.
Non so quando mi addormento so solo che a svegliarmi sono le urla di Piero.
" No tu non vai da lui. Che cazzo gli hai fatto eh? Lo sai come è arrivato qui stanotte? Stravolto"
" Io devo parlargli" il suo tono sicuro, autoritario ma con il mio migliore amico non attacca.
Si farebbe uccidere per me è di sicuro non lo farà passare.
Mi alzo e esco dalla camera.
Mi affaccio dalla balaustra e lo vedo lì al centro della stanza che litiga con Piero mentre Marco cerca di tranquillizzarlo.
Non l'ho mai visto in quelle condizioni, ha i vestiti stropicciati e i capelli in disordine, le occhiaie viola.
Mi tormento su cosa fare.
Vorrei tornare in camera mia e nascondermi sotto le coperte ma sono un uomo e decido di affrontarlo.
Non posso continuare a sentirmi inferiore o lui continuerà a sottomettermi.
Scendo le scale.
" Piero io devo vedere come sta non me ne vado finché non lo vedo" Piero sbuffa.
" Che ci fai qui?" tutti sussultano al suono della mia voce.
Mirko addolcisce lo sguardo appena vede che, almeno fisicamente, sto bene.
" Ti ho chiamato, mandato messaggi, non mi hai risposto. Ero preoccupato" il suo tono è dolce.
Prova ad avvicinarsi.
Lo blocco.
Davanti agli altri mi sento temerario.
" Resta lì. Sto bene ora puoi andare" Piero mi sorride, vedo la fierezza nel suo sguardo.
" Dobbiamo parlare"
" Parleremo, ma non ora"
" Ti prego Ca"
" No Mirko. Io ti prego. Tra poco c’è la cerimonia di laurea. Sta arrivando mio padre e tu devi tenere un discorso di commiato per i laureandi" sbotto quasi irritato dalla sua insistenza.
" Come vuoi" non ci credo si è arreso.
Si avvicina, mi da un bacio all'angolo della bocca, mi accarezza la guancia e si allontana.
Prima di uscire mi guarda dritto negli occhi.
" Ti ho concesso questo round ma dopo la cerimonia parleremo. Non accetto obiezioni"
" Dopo la cerimonia" confermo e lo vedo allontanarsi con un sorriso sulle labbra.
È così bello quando sorride.
" Vado a prendere tuo padre" Piero si rivolge a me abbracciandomi da dietro e dandomi un bacio sulla guancia.
Poi è il turno di Marco che mi stampa un bacio " Sei stato un grande Ca. Mai nessuno lo ha trattato così da quando lo conosco. A parte" Marco si blocca rendendosi conto di aver detto fin troppo.
" A parte Elèna?" chiedo capendo a chi si riferisse.
" Ti ha parlato di lei?" chiede esterrefatto.
" No. So solo che hanno avuto una relazione"
" Ca Elèna è la migliore amica di sua madre. Mario l'ha conosciuta quando aveva 15 anni" sbianco di colpo.
Vedo la preoccupazione nello sguardo di Marco.
" T-tu l'hai conosciuta?" annuisce.
" Ti prego non dirgli niente. Io l'ho scoperto per caso. Lui non sa che io lo so. La conosco come sua socia non come sua ex"
" Non dirò nulla" assicuro sconsolato, scoprendo che la dominatrice di Mirko, che lo ha iniziato a quel mondo oscuro, fatto di catene e frustini, altri non è che una donna che si è approfittata di lui, una pedofila.