Lasciamo immediatamente il tavolo e ci avviamo fuori dalla saletta.
Mirko mi trascina letteralmente dietro di se.
Devo quasi correre per stare al suo passo, per quanto è impaziente.
" Mirko rallenta" si ferma di botto e gli sbatto contro.
Mi guarda con sguardo severo "Quando voglio entrare dentro di te non chiedermi mai di rallentare. Non posso farlo. Lo capisci che tu sei diverso? Io ti voglio Carlo, in ogni momento, ogni secondo, anche quando non sei con me. Quindi o corri o ti scopo qui in mezzo".
Ci sono occhi indiscreti ovunque, che sembrano fissarci.
Forse è solo un'impressione, non hanno potuto ascoltare ciò che dicevamo, Mirko me lo ha sussurrato, forte, deciso, convinto ma con delicatezza e...... sentimento.
Riprende a camminare velocemente e io continuo a farmi trascinare.
Lo desidero così tanto.
E pensare che ero sicuro che non gli avrei concesso nemmeno di toccarmi.
Ma lui è Mirko Sebastiano e chi sono io per contraddirlo?
Ci fermiamo di fronte agli ascensori, lui preme il pulsante di chiamata.
È impaziente, non riesce a stare fermo.
Poi improvvisamente il suo volto si illumina.
" Ho avuto un'idea" prende il cellulare e fa partire una chiamata.
" Fabio ho bisogno di te" e chiude.
Non dice dov'è, non da spiegazioni di nessun tipo al suo interlocutore.
Sto per chiedere quando sento la voce di Fabio dietro di noi.
" Dottor Sebastiano, Signor Silvestri “ ci saluta.
" Fanculo i convenevoli" lo interrompe Mirko " Ho fretta e vorrei tu facessi una cosa per me" si allontana di qualche passo, mi guarda " Scusami un attimo" e poi da delle istruzioni a Fabio senza farmi sentire.
Fabio si allontana da noi.
" Che succede?" chiedo curioso.
" Ho pensato ad un nuovo modo per fotterti" me lo dice nell'orecchio infilandoci la lingua dentro, a mimare una penetrazione e poi mi morde il lobo.
Deglutisco in evidente difficoltà.
" Non dovevamo fare sesso vaniglia?"
" Oh avrai il tuo sesso vaniglia" mormora "ma prima devo fotterti per bene" arriva l'ascensore e mentre entriamo Fabio compare di fronte a noi " È tutto sotto controllo signore" Mirko sorride soddisfatto.
Quando preme il pulsante del piano rimango stupito.
Non andiamo su, nella sua suite ma scendiamo a -1.
" Che ce qui sotto?" chiedo mentre le porte si aprono.
"Ora lo vedrai" mi sbatte al muro di fianco all'ascensore, mi blocca le mani incrociandole con le sue e mi bacia con ardore, con desiderio, con passione.
Si stacca per prendere fiato.
Lo guardo un po' titubante, poi prendo coraggio.
"Posso toccarti di nuovo?"
Vede la necessità nel mio sguardo, mi lascia le mani e io ne avvicino una al suo collo e la faccio scivolare sulla spalla e poi giù per il braccio fino a prendere la sua mano.
Mirko ha gli occhi chiusi, come se avesse paura di guardare il mio tocco su di lui, gli giro la mano e ne bacio il palmo.
Faccio lo stesso anche con l'altra e Mirko si gode il mio tocco.
Anche se posso toccarlo solo dove vuole lui, per me questo è un grande gesto di fiducia nei miei confronti.
Sta abbattendo il suo muro di paure a poco a poco fidandosi di me.
È ancora lì ad occhi chiusi quando lo bacio sul collo e annuso il suo profumo.
Mi prende il viso tra le mani, poggia la fronte alla mia, prende un profondo respiro " Che mi stai facendo Ca? Stai mandando a puttane tutte le mie convinzioni" mi bacia con dolcezza, non è rude, è appassionato.
Sento una lacrima bagnarmi il viso.
" Non sono preparato per questo. Non è ciò che cercavo" sussurra tra le lacrime.
" Non avere paura" gli dico asciugandogli il viso " fidati di me".
Resta ad occhi chiusi, mentre le lacrime continuano a scendere.
In questo momento non c'è nulla dell'uomo rude e maniaco del controllo che ho conosciuto fino ad ora.
Davanti a me vedo un uomo fragile, pieno di paure ed insicurezze, nascoste dietro una corazza.
Una corazza che sto abbattendo piano piano.
" Mi fido già di te. Altrimenti non saremmo a sto punto" mi bacia a stampo mordendomi il labbro.
" Ahi"
" Te l'ho detto che vorrei mordertelo io" apre finalmente i suoi bellissimi e profondi occhi neri.
È tornata la sicurezza nel suo sguardo e quel lampo di lussuria che lo contraddistingue.
"Seguimi!" ordina, riprendendo in mano la situazione.
Attraversa il lungo corridoio ed entra in una delle ultime porte che si trova alla nostra sinistra.
" Che ci facciamo qui?" chiedo incredulo e curioso.
" Te l'ho detto. Sto per fotterti"
" In una palestra?"
" Oh Carlo, non puoi capire quante cose si possono fare qui dentro" cammina sicuro tra gli attrezzi.
Sfiora la panca per gli addominali.
Con l'indice mi fa segno di raggiungerlo.
" Stenditi!" mi ordina.
Io lo guardo perplesso ma eseguo comunque il suo ordine.
Mi distendo e lui si posiziona tra le mie gambe.
Me le piega e me le mantiene di lato.
" Addominali. Fammi vedere cosa sai fare"
" Mirko ma sei serio?"
"Serissimo. Per starmi dietro devi allenarti. Fammi vedere cosa sei in grado di fare" bene mi hai sfidato?
Ok, ora te lo mostro.
Porto le mani dietro la testa ed inizio a fare l'esercizio.
Lui mi sorride compiaciuto.
Conta.
Uno, gli stampo un bacio sulle labbra, lui resta interdetto.
Due, ancora bacio, questa volta se lo aspetta ma non ricambia
Tre, lo bacio, mi bacia anche lui.
Quattro, ancora bacio.
Cinque, sempre bacio.
Sei, mi fermo, mi guarda in attesa, sorrido e lo bacio di nuovo
Sette, bacio, sorriso completo di fossette.
"A sette sei già morto" mi prende in giro.
" È il tuo sorriso" e lui sorride ancora di più.
Quando arrivo ad 11 continuando a stampargli baci lui mi da una pacca sulla gamba e mi dice di fermarmi.
" Bravo bambino" mi schiocca un bacio sulla guancia e mi trascina verso il vogatore.
" Sei pronto?"
" Dai Mirko” sbuffo.
Non ho alcuna voglia di passare la serata ad allenarmi.
Avevo immaginato ben altri scenari.
Mirko mi gira intorno, si ferma alle mie spalle, porta una mano tra le mie gambe e afferra il mio membro.
" Oh non puoi capire quanto sia appagante fare sesso su questo attrezzo" lascia il mio membro e comincia a spogliarmi.
Quando sono in slip si mette di fronte a me.
"Slip bianchi" mormora leccandosi le labbra.
" Ora tocca a te" la sua voce quasi impaurita.
" Come l'altra volta" mi ordina prima di concedermi il permesso di spogliarlo.
Porto le mani sopra le spalle, sotto la giacca e la faccio scivolare sul pavimento.
Allento ancora un po' il nodo della cravatta e gliela sfilo.
Gliela porgo.
Lui scuote la testa.
" Questa sera non ci servirà" sorrido compiaciuto del fatto che non voglia legarmi le mani e la lancio sulla giacca.
Mirko fissa il mio corpo nudo.
Allontano la camicia dalla sua pelle e comincio a sbottonarla.
Mi avvicino per poterlo baciare tra la peluria al centro del petto.
"No!" urla, i suoi occhi sono terrorizzati.
Mi blocco , ma solo per un secondo e poi continuo ad avvicinarmi.
Fa un passo indietro, io un passo avanti e continuiamo così finché non si trova con le spalle al muro.
Mi guarda cercando una comprensione che non trova.
Deve capire che posso toccarlo e che non succederà niente.
"Ti prego fidati di me" la mia espressione è rassicurante, il mio tono dolce.
" Ca io"
" Ti prego Mirko, per una volta fidati tu di me" annuisce anche se non riesce a rilassarsi.
Prima lo sfiorò con la punta del naso, inalando il suo odore, poi lo baciò al centro del petto, all'altezza del cuore.
" È stato così terribile?"
" No! Affatto. Fallo di nuovo" e lo bacio ancora, leggermente, senza stampare le labbra sulla sua pelle ma semplicemente sfiorandola.
E poi come se nulla fosse, riprendo a spogliarlo.
Restiamo qualche istante a guardarci e poi si siede sul vogatore dopo essersi tolto anche l'ultimo indumento.
La sua erezione è ben visibile ed esposta ed io pregusto già quello che succederà a breve.
Si infila il preservativo.
"Togliti gli slip" me ne libero e lui mi strattona verso di se.
Porta la mia gamba oltre la guida del vogatore in modo da mettermi a cavalcioni su di lui.
Lo fisso in attesa della prossima mossa.
Lui mi stringe i capezzoli e me li tortura fino ad indolenzirli.
"Mm" reclino la testa e respiro ansimando.
"Cosa cazzo mi hai fatto Carlo?" porta le mani sui miei fianchi, sobbalzo per il solletico e lui sorride compiaciuto.
Ormai sa perfettamente dove e come toccarmi per ottenere le reazioni che vuole lui.
" Mi piace vedere come sussulti quando ti tocco qui" e mi passa l'indice sulla zona sensibile.
Cerco di tenere ferme le gambe.
" Oh sei sempre così duro per me" mi sfiora la punta del membro e raccoglie una goccia di piacere " Mi fa impazzire tutto ciò" si porta il dito alla bocca e lo lecca.
" E hai sempre un sapore delizioso" molto lentamente lo succhia e con altrettanta lentezza lo tira fuori dalle labbra.
Fa tutto ciò tenendo i suoi occhi fissi su di me.
Mi prende di nuovo per mano e mi spinge verso la sua erezione.
Mi impala.
Io strillo trafitto dal suo membro grosso e duro.
" Amo stare dentro di te".
Mi afferra con le mani alla base della schiena.
"Stringi forte le gambe" ordina.
Gli cingo i fianchi con le gambe incrociando le caviglie.
Siamo sempre più vicini.
Mi sporgo tenendomi alle sue spalle, ha già il fiato corto.
Piano piano cominciamo a muoverci in avanti.
Ci fermiamo bruscamente alla fine della guida, sussulto emettendo un grido di piacere.
Mirko strizza gli occhi.
Comincio a capire i benefici di questo attrezzo, la penetrazione è profonda.
Quando riapre gli occhi abbasso il viso anelando un contatto tra le nostre bocche che lui soddisfa.
Piano piano scivoliamo indietro e mi preparo al nuovo colpo e quando arriva gemiamo insieme.
" Ho bisogno di te" sussurra sulle mie labbra.
"Anche io" rispondo ansimando.
"Ancora?" e mentre lo chiede ci stiamo già muovendo.
" Ti prego"
Arriviamo in fondo e sobbalziamo.
"Wow" mi scappa e lui sorride.
Il dolore al basso ventre piano piano si trasforma in piacere accompagnandomi verso l'orgasmo.
Risaliamo ancora una volta, ora più velocemente.
Ed il colpo arriva forte, secco, prepotente.
" Oddio"
" Lo so" mormora. " Ancora?"
"Si" gli infilo la lingua in bocca disperato.
Scivoliamo piano verso il basso ma non arriviamo fino in fondo, lui con un piede ci spinge e risaliamo.
Il colpo è talmente forte che i nostri corpi si scontrano e io sono costretto a lasciare le sue labbra per premerle contro la sua spalla in un urlo strozzato.
"Oh porco cazzo" si tende e ripete il movimento.
Un nuovo colpo.
È intenso.
Non l'ho mai sentito così a fondo.
Poggio la bocca contro la sua spalla e sposto le mani dietro alla sua nuca per reggermi mentre ci muoviamo ancora una volta pronti al nuovo colpo.
Sono tutto un groviglio di piacere e sento Mirko agitarsi sotto di me.
Ci catapultiamo in cima e affondo i denti nella sua spalla urlando di piacere puro.
"Cristo Ca!" lascio un segno sulla spalla che bacio dolcemente.
Mentre scivoliamo di nuovo in giù grida "Rifallo!"
Oh, gli piace.
Al nuovo colpo lo mordo e gemo contro la sua spalla.
" Merda sto per venire" ansima facendoci scendere ancora una volta.
" Sei pronto?"
"Si".
Preparo la bocca contro la sua spalla.
Mirko ci da dentro.
I suoi non sono più movimenti regolari.
Spinge su e giù senza sosta con movimenti sconclusionati.
Grido il suo nome contro la pelle della sua spalla mentre il suo lungo e grosso membro mi porta verso l'oblio e vengo disintegrandomi in milioni di pezzi.
Affondo ancora una volta i denti sulla sua spalla, lui scatta con i fianchi verso l'alto urlando.
"Oh mio dio" sento i suoi fremiti sotto di me mentre rallenta i movimenti e si svuota di tutto ciò che ha da donarmi.
Lo guardo confuso, stravolto, appagato.
" Sei un selvaggio Carlo" sorride prima di impossessarsi delle mie labbra e baciarmi a fondo.
Mi avvinghio a lui e lo tocco dove posso, dove mi è permesso.
" Ora ti porto di sopra e resto dentro di te tutta la notte" mi solleva tra le braccia.
Sono stanco e appagato.
Chiudo gli occhi e poggio la testa sulla sua spalla.
Sento avvolgermi in una coperta per nascondere le mie e le sue nudità.
" Tranquillo Fabio ci condurrà con un ascensore di servizio alla mia suite. Nessuno può vederci ok?" annuisco senza forze.
Lo sento camminare finché non arriviamo ad un ascensore piccolo che ci porta diretto fuori alla sua stanza.
Mi adagia delicatamente sul letto.
È ancora dentro di me.
Ci libera della coperta.
Sento i suoi occhi sulla mia pelle, scrutare il mio corpo.
Piano piano torna duro dentro di me.
Quest'uomo è insaziabile.
" Lo vuoi il sesso vaniglia?" mi chiede dolce mentre sfiora la mia guancia con le labbra.
Annuisco senza forze.
Si muove lentamente, baciando ogni lembo della mia pelle, sfiorandomi e accarezzandomi.
È tra le mie gambe, si muove avanti e indietro, mi bacia la pancia, mette la lingua nell'ombelico.
Piano piano risale fino ai capezzoli.
Li succhia, li morde, li lecca mentre continua ad affondare dentro di me.
" Potrei restare così per tutta la vita" le sue parole mi destano dal mio stato di torpore.
Partecipo a quell'atto d'amore che mi sta donando, con tutto me stesso.
Lo accarezzo, bacio leggero il suo petto, me lo permette anche se continua a sussultare ad ogni mio tocco.
È dolce e delicato e mi porta lentamente verso una nuova esplosione di piacere che coinvolge entrambi al grido dei nostri nomi.
Esce da me molto lentamente.
Si libera del preservativo.
Mi fa girare e mi avvolge da dietro.
" Ca?"
" Mm?"
" Resta con me"
" Sono qui" lui sospira.
Sento il suo respiro irregolare come se avesse paura di qualcosa.
" Non mi lasciare anche tu" mi sussurra accarezzando la mia nuca con il naso ed inspirando il mio profumo.
" Non ho intenzione di andare da nessuna parte"
" Ok" mi accarezza la pancia.
" Tu non hai paura di me vero?" mi chiede improvvisamente.
" Ho paura che tu possa farmi del male" rispondo con la sincerità che mi contraddistingue.
" Non lo farei mai. Ora dormi domani sarà una lunga giornata"
" Tu resti qui vero?" chiedo con la paura di restare solo in questo letto dopo ciò che ci siamo donati.
" Anche io non ho intenzione di andare da nessuna parte" e con le sue parole cado addormentato, stanco, appagato e felice.