Capitolo 16

2055 Parole
Entro in macchina ancora scombussolato da quello che è appena successo. Affronto il viaggio verso la galleria d'arte con la consapevolezza che al cospetto di Mirko posso prendere tutte le decisioni che voglio ma non sarò mai in grado di mantenerle. L'effetto che quell'uomo ha su di me, sul mio corpo, sulla mia volontà, è sconvolgente. Quasi non ricordo la mia vita prima di lui, mi riempie le giornate con la sua imponente presenza. Arrivo in galleria, consegno i documenti e torno al mio appartamento. Forse l'idea di rifiutare l'accordo resterà tale. Mirko oggi ha fatto un passo importante verso di me. Si è fidato lasciandosi finalmente toccare, sfiorare la sua pelle è stata la conferma delle sensazioni che provo con lui. Non mi aspettavo che il semplice sfiorarlo potesse appagarmi così tanto. Assorto nei miei pensieri quasi non mi accorgo di essere arrivato a casa. Varco la porta e mi trovo davanti Piero e Marco che si stanno praticamente divorando la faccia. Appena mi vedono mi sorridono senza alcun imbarazzo, Marco mi da un bacio sulla guancia per salutarmi. Io mi affretto a lasciarli soli raggiungendo la cucina. Mi verso un bicchiere di vino e quando sento la porta chiudersi ne verso uno anche a Piero, che mi raggiunge con un sorriso ebete sul volto. " Non sapevo sarebbe venuto" si giustifica per la scena a cui ho assistito ma soprattutto per avermi fatto girare mezza Roma. Non vorrebbe pensassi che lo ha fatto per restare da solo col suo ragazzo. Beh Piero lo penso ma sei troppo felice e io ti voglio bene, quindi non te lo dirò. Gli sorrido affettuosamente senza dare nessun peso alla situazione. " Allora come procede l'allestimento della mostra?" " Alla grande. Alessia Sebastiano è un uragano di idee" " Si ho avuto modo di incontrarla. È.....ecco è travolgente" " Hai conosciuto la sorella di Mirko?" chiede sorpreso. " Si" mi gratto dietro la testa imbarazzato " è stato un incontro un po' particolare" Piero mi guarda ancora più confuso. " Definisci particolare" e mentre me lo dice ci interrompe il suono del mio cellulare. Per fortuna. Chiunque tu sia grazie, mi hai appena salvato da questa conversazione. Sorrido guardando imbambolato lo schermo. " Mirko?" chiede vedendo la mia reazione. Annuisco sorridendo, " Che dice?" " Niente. Mi fa sapere l'orario per stasera" mai bugia fu più grossa. Da Mirko Egregio signor Silvestri, Incontrarti per caso è stato molto piacevole ed appagante. Non vedo l'ora di rivederti. " Scusa Pie devo rispondere" Piero mi caccia via con un gesto della mano. " Vai vai tanto io ho da fare" " Certo se invece di lavorare scopi col tuo ragazzo" glielo grido mentre salgo le scale per raggiungere la mia camera. Lo sento ridere alle mie parole. Mi affretto a rispondere al messaggio. A Mirko Egregio dottor Sebastiano, Il mio piacere è stato quello di poterti finalmente toccare. La cena di stasera è confermata quindi? Dopo le sue parole la mia domanda risulterebbe un po’ inutile ma visto che il mio interlocutore è Mirko Sebastiano meglio andare sul sicuro. Da Mirko Egregio signor Silvestri, Ovviamente. Dobbiamo discutere del contratto e poi non vedo l'ora di poterti toccare ancora. A Mirko Egregio dottor Sebastiano, Stasera non ci sarà nessun incontro ravvicinato tra noi. Oggi hai già ottenuto ciò che volevi. A proposito a che ora dobbiamo incontrarci? Da Mirko Egregio Signor Silvestri, Vedremo! Passo a prenderti alle 20.00. Se lo può scordare. Ho bisogno di poter scappare se necessario. A Mirko Egregio dottor Sebastiano, Ho la macchina e posso raggiungerti. Dimmi dove. Da Mirko Egregio Signor Silvestri, Vuoi una via di fuga? Ceneremo al Parker, puoi raggiungermi lì. Ti aspetterò al bar. Come fa a capire i miei dubbi e le mie paure? Abbiamo così tanta affinità, vorrei che il nostro potesse essere un rapporto normale. A Mirko Egregio dottor Sebastiano, Si la via di fuga è la mia motivazione. A stasera. Da Mirko Egregio Signor Silvestri, A stasera. Decido di fare un riposino e di impostare la sveglia per avere il tempo di prepararmi a dovere. Quando la sveglia suona io sono già sveglio, non sono riuscito a riposare affatto. L'ansia per l'incontro di stasera mi sta divorando. Faccio 3000 pensieri differenti. Un attimo prima voglio rifiutare, un attimo dopo spero che accetti le mie rettifiche al contratto. Decido di indossare qualcosa di sobrio ed elegante ma che non sia troppo formale. Mi rilasso qualche minuto sotto la doccia, indosso gli slip bianchi, so che non succederà niente tra me e Mirko ma meglio essere previdenti. Indosso un paio di pantaloni blu dal taglio classico ed una camicia azzurra. Acconcio il ciuffo in modo che sia ben alto, qualche goccia di profumo e sono pronto. " Fiufiu" fischia Piero appena mi vede. " Sei un vero schianto" e io che volevo essere formale. " Sei davvero sexy Ca" e mi fa un occhiolino malizioso. "Augurami buona fortuna" " Hai bisogno di fortuna per una cena?" oh non sai quanto. " Si" " E allora buona fortuna" mi da un bacio sulla guancia e rientra nel suo studio. Mi assicuro di prendere la lista con le mie obiezioni, le chiavi di casa e auto e esco. Arrivo al Parker in perfetto orario, lascio la mia vecchia fiat al parcheggio, l'addetto prende le chiavi e mi da il tagliando. Entro nella hall, mi avvicino verso il bar e lo vedo lì poggiato al bancone che sorseggia un bicchiere di vino bianco. Indossa la solita camicia bianca e un vestito nero, ha il nodo della cravatta allentato e il ciuffo spettinato, è assolutamente magnifico. Sembra agitato, nervoso, impaziente? Non saprei proprio dirlo. Mi prendo un momento per contemplarlo e lui come se si accorgesse della mia presenza si volta dalla mia parte. Resta a bocca aperta per qualche istante, ci fissiamo, io faccio un passo per avvicinarmi, insicuro. Lui con tutta la sicurezza che lo contraddistingue, mi raggiunge in due falcate " Sei stupendo" mi mormora prima di baciarmi sulla guancia. " Prego" con il suo solito modo galante mi invita a seguirlo e ci accomodiamo dietro un paravento. " Prendi qualcosa da bere?" il suo tono è mellifluo. " Andrà bene quello che stai bevendo tu, grazie" ordina per me il suo stesso vino. Si siede di fronte a me e mi osserva. Ed eccola quella sensazione che mi attraversa, fino a scombussolarmi nel profondo. Inclina la testa di lato, le mani incrociate sotto il mento e tamburella con gli indici contro il labbro inferiore, sembra studiarmi. " Sei nervoso?" " Si" " Beh ti svelo un segreto" si inchina per avvicinarsi di più e con tono più basso sussurra " Lo sono anche io". Lui nervoso? E da quando? Perché? Mi viene servito il vino, insieme a degli stuzzichini, ne prendo un grande sorso. " Discutiamo del contratto?" " Sempre impaziente, Signor Silvestri” " Se vuoi possiamo parlare del tempo" Allunga una mano e prende un'oliva, la mangia ammiccando in modo sensuale. Arrossisco. " Non mi sembra che il tempo abbia nulla di speciale oggi" sorride. Quel sorriso mi ucciderà. " Mi prendi in giro Dottor Sebastiano?" "Si, Signor Silvestri “ e mi fa un occhiolino. Prendo un altro abbondante sorso di vino, Mirko è davvero un esperto sommelier. Questo vino è delizioso. Ripenso all'ultima volta che ho bevuto vino con lui, in camera mia, bendato, legato e direttamente dalla sua bocca. Un piccolo sorriso spunta sulle mie labbra. Mir6 mi osserva grattandosi la barba. " Perché sorridi?" " Pensavo all'ultima volta che ho bevuto vino con te" abbasso lo sguardo e arrossisco violentemente. Sul suo volto un'espressione compiaciuta. " Dove eravamo rimasti?" chiedo per spostare l'attenzione dal mio momento di imbarazzo. " Alle tue obiezioni" mi fissa. Recupero la lista con le mie modifiche al contratto e gliela porgo. Lui gli da un'occhiata veloce e poi la poggia sul tavolo. " È lunga" sospira. " Si. Sono molte le cose di cui vorrei discutere" " Che ne diresti di cenare prima?" annuisco. Lui si alza e mi porge la mano. " Vieni ho prenotato una saletta privata" " E perché mai?" " Perché non possiamo discutere davanti ad occhi indiscreti" " Ma..... Ma io n-non" " Non volevi stare da solo con me?" chiede completando la mia frase. " Si. Ecco tra la gente mi sento più al sicuro" Mi tira su, si avvicina, una mano alla base della mia schiena per tenermi ancorato a se. " Pensi che la gente mi fermerebbe dal fare questo" e mentre lo dice la sua mano è già nelle mie mutande, il mio membro immediatamente duro per lui. Mi godo per qualche secondo la sua carezza. " Non morderti il labbro" mi ammonisce, infilando un dito dentro di me. Gemo per la sorpresa e il piacere inaspettato. Sono già completamente perso. " Shhhh ci potrebbero sentire" muove il dito in cerchio e poi estrae la mano. Si porta il dito medio tra le labbra lo succhia e poi mi bacia. " Senti come sai di buono" e torna ad accarezzare la mia lingua, mischiando i nostri sapori. È tutto così dannatamente erotico. "Ti voglio" mormoro tra i baci in un impeto di coraggio. Lui si spinge contro di me per farmi sentire quanto è duro ed eccitato. " Anche io. Ma non ora. Andiamo" sbuffo. Il solito tono autoritario. Usciamo dal paravento mano nella mano, passiamo di fianco agli ascensori, quanti ricordi, lancio un occhiata in quella direzione. Mario sorride divertito. " Per il momento non ci servirà" mi fa il suo solito sorriso malizioso ed io arrossisco. Saliamo qualche scalino e ci ritroviamo in una piccola saletta molto elegante, con un unico tavolo posizionato sotto un lampadario di cristallo, apparecchiato con posate in argento e bicchieri di cristallo. C'è un cameriere in livrea che ci aspetta di fianco al tavolo, ci saluta e ci invita a sederci spostandomi la sedia. Ci lascia soli. "Ho ordinato anche per te. Spero non ti dispiaccia" il solito maniaco del controllo, anche se in questo caso non mi dispiace. Dopo l'incontro ravvicinato di poco fa posso solo apprezzare, visto che non ho la forza di pensare a nulla. " Anzi. Grazie" mi accarezza una caviglia con il piede ed io mi muovo sulla sedia stringendo più che posso le gambe. " Mirko smettila" e lui invece di farlo si toglie la scarpa e mi accarezza l'inguine con la punta delle dita. " D-dobbiamo discutere d-del contratto" provo a distrarlo. Lui recupera la mia lista di obiezioni. Me la mostra. " Vuoi parlare di questa ora?" domanda quasi divertito, io annuisco mentre lui col suo maledetto piede è tra le mie gambe. Sono duro ed eccitato e ora vorrei solo un po’ di sollievo per il mio membro dolorante. " Beh io no" Strappa la lista sotto il mio sguardo confuso. Questo ora che diavolo significa. Non è più interessato al contratto? Non penso sia così. " E o-ora?" chiedo insicuro mentre il suo piede non si muove di un millimetro. " Ora mangeremo" toglie il piede e rimette la scarpa. Sono rosso e ansante quando il cameriere ci serve la cena. Filetto di Persico in crosta di patate con asparagi. " Spero ti piaccia il pesce" intuisco il doppio senso e lo ammonisco con lo sguardo. Lui alza le spalle con fare indifferente. Ceniamo parlando di come sono trascorse le nostre giornate e della cerimonia di domani per la chiusura dei corsi di laurea. Non so dove mi porterà questa storia ma per la prima volta stasera riesco a pensare che io e Mirko potremmo avere una storia normale. " Resti?" mi chiede improvvisamente. Resti in che senso? Resti stasera? Resti nella mia vita? Resti per sempre accettando il mio modo di essere? Potrebbero essere tante le alternative. Sembra leggermi nel pensiero. " Resta con me stanotte. Dormi con me" Io resto senza parole per la sua richiesta. Lui non ha mai dormito con nessuno. " Tu sei la mia eccezione Carlo" risponde ancora una volta ai miei dubbi inespressi. Sono in difficoltà, ho troppa paura di farmi male, sono già troppo dentro a questa storia. " Mirko" sospiro " cosa vuoi da me?" Lui mi guarda serio. Dritto negli occhi. " Voglio fare sesso vaniglia con te" Oddio, vuole fare l'amore con me.
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