Mercoledì.
È arrivato inesorabile il giorno della resa dei conti.
Se di resa si può parlare.
La mia idea è di rifiutare l'accordo, la ragione mi dice di scappare via finché sono in tempo ma il corpo e il cuore spingono verso la mia disfatta fisica ed emotiva.
Oggi avrei dovuto lavorare ma ho deciso di prendermi il giorno libero per arrivare all'incontro di stasera più preparato possibile.
" Carlo?"
" Piero sono qui"
" Ehi devo chiederti un favore" e io che volevo passare queste ore a rileggere il contratto e verificare di non aver dimenticato niente.
Ma a Piero non posso proprio dire di no.
" Dimmi"
" Dovresti andare al Parker. Alessia Sebastiano ha lasciato dei documenti per me alla reception che devo presentare entro oggi alla galleria. Ca io non riesco ad andarci devo terminare questo lavoro" mi mostra delle foto " entro oggi. Puoi farlo tu per me".
" Certo" potrei usare il viaggio di andata e di ritorno per riflettere.
Faccio una doccia veloce.
Indosso un paio di jeans chiari, una camicia a stampa floreale con i primi 3 bottoni aperti.
Cintura e scarpe abbinate e gli occhiali da vista.
Non ho alcuna voglia di mettere le lenti a contatto.
Mi sistemo il ciuffo, prendo la mia immancabile giacca di pelle ed esco.
Roma la mattina è impossibile, il traffico è sempre intenso e raggiungere il centro è un'impresa titanica.
Arrivo al Parker che è quasi ora di pranzo.
Questo hotel mi ricorda tante cose.
Il servizio fotografico con Mirko per l'articolo, il nostro primo pranzo assieme, la mattina post sbronza.
Aggirarmi qui mi fa rivivere ogni istante.
Immerso nei miei pensieri attraverso la hall e mi avvicino alla reception.
" Salve, come posso esserle utile?" è una ragazza dalla folta chioma riccia e rossa che mi chiede.
" Buongiorno dovrei ritirare una busta della Signora Sebastiano per il Signor Padovan “
" Attenda un attimo che controllo" la ragazza sfodera un sorriso e si allontana per controllare.
Aspetto circa 10 minuti e poi fa ritorno.
Ma non ha niente tra le mani.
" Mi scusi ho controllato ma la signora Sebastiano non ha lasciato nulla"
" Ne è sicura?" mi guarda con aria offesa.
" Assolutamente" il suo tono è quasi superbo.
" Non volevo essere scortese" provo a giustificarmi, quando lei rivolge attenzione e sorrisi a qualcuno alle mie spalle.
So perfettamente chi è senza bisogno di voltarmi, avverto i suoi occhi su di me e il suo profumo è inconfondibile.
La ragazza si rivolge a lui ma io ancora non mi giro " Dottor Sebastiano c'è qui questo signore che dovrebbe ritirare una busta di sua sorella"
" Si mi scusi mia sorella l'ha data a me prima di uscire e io l'ho dimenticata su" la sua voce è decisa ma gentile.
" Signor Silvestri se vuole seguirmi" finalmente mi giro e lo vedo in tutta la sua bellezza.
Mirko mi sta sorridendo, un sorriso furbo che mi dice che c'è il suo zampino in questo piccolo misunderstanding.
Deve aver saputo che sarei venuto io a ritirare i documenti, ne sono sicuro.
La ragazza dietro la reception è esterrefatta e stupita dal fatto che io e Mirko ci conosciamo.
Io mi sono già perso nei suoi occhi neri, sulle due labbra carnose, tra le sue braccia forti e vigorose.
È bellissimo nel suo completo grigio scuro e la camicia bianca mette ancora di più in risalto la sua pelle olivastra.
Mi porge la mano con il suo solito fare galante e io la prendo ringraziando la ragazza alla hall che ci segue con lo sguardo finché non usciamo dalla sua visuale.
" Come facevi a saperlo?" lui solleva le spalle.
" Lo sapevo e basta"
" Perché siamo qui?"
" Perché stasera dovremo discutere del contratto e mi hai detto che non" si avvicina al mio orecchio e sussurra " ti avrei potuto legare" in modo che nessuno possa ascoltare le sue parole.
" Quindi lo hai fatto apposta" lui sentendo il mio tono leggermente infastidito alza un sopracciglio.
" Ti dispiace?" sorrido.
Come gli viene in mente di farmi una domanda del genere.
Lo sa che non potrei mai rispondere affermativamente.
Sa che ogni volta sono felice ed eccitato nel vederlo.
È assolutamente consapevole dell'effetto che mi fa.
Attraversiamo la hall mano nella mano e ci dirigiamo verso gli ascensori.
" Lo sai che non succederà nulla nemmeno ora vero?" lui mi guarda con aria di sfida.
" Vedremo" e il suono delle porte dell'ascensore che si aprono mettono fine alla nostra conversazione.
Per fortuna l'ascensore è pieno anche se la tensione sessuale tra noi si taglia a fette.
Lui continua a tenermi la mano senza lasciarla mai e ogni tanto mi accarezza con il pollice.
Quando le porte si aprono o si chiudono la mano di Mirko stringe un po' più forte la mia.
Arriviamo all'ultimo piano e attraversiamo il corridoio che ci porta alla sua camera.
Apre la porta e mi invita ad entrare.
" No io aspetto qui" il suo sguardo è sgomento.
"Non vuoi entrare?" faccio segno di no con la testa lui sorride desolato, ha intuito perfettamente che oggi non otterrà nulla da me.
" Caparbio oggi, Signor Silvestri" mi bacia sulla guancia mi lascia la mano e fa due passi verso la camera, si volta e mi guarda negli occhi.
" Prendo i documenti e arrivo" fiero del mio comportamento gli mormorò un " ok" soddisfatto.
Mirko torna dopo pochi minuti con una busta tra le mani.
" Prego" me la porge ed io la recupero ringraziandolo.
Non ha ancora accennato al nostro accordo o alla nostra cena di stasera, forse avrà cambiato idea.
Torniamo agli ascensori dopo che lui mi ha preso di nuovo la mano.
Quando arriviamo c'è una coppia di anziani che attende insieme a noi.
Ci precedono , noi ci facciamo spazio e ci mettiamo in un angolo.
Mirko porta le nostre mani intrecciate dietro la mia schiena le separa e mi palpa il sedere.
Lo fulmino con lo sguardo.
Lui mi sorride malizioso lasciando la sua mano a palmo aperto sulla natica sinistra.
Ogni tanto da una strizzatina ed io sussulto, fin quando la coppia non esce dall'ascensore e restiamo da soli.
Mirko preme un pulsante e blocca l'ascensore tra due piani.
Si gira e mi guarda con la solita lussuria.
Non mi da nemmeno il tempo di capire ciò che sta per succedere che mi spinge contro la parete con le mani bloccate sopra la testa.
" C-che fai?" lui spinge i fianchi contro di me per farmi sentire quanto è eccitato e duro.
Mi mordo inconsapevolmente il labbro e Mirko perde il controllo.
Afferra il labbro che mi sto mordendo e lo libera, esplora la mia bocca muovendo la lingua in modo esperto.
Non ci sto capendo niente.
Sono venuto qui per prendere dei documenti e mi ritrovo bloccato in ascensore con Mirko Sebastiano che vuole fottermi e chi sono io per rifiutare?
" Ho bisogno di entrare dentro di te" mi sussurra mentre mi bacia sul collo.
" Permettimi di toccarti e ti concederò ciò che vuoi. Qui e subito" Mirko si sposta immediatamente raggelato dalle mie parole.
Il suo sguardo sembra.........terrorizzato.
Mi guarda negli occhi e riflette qualche secondo e poi mi lascia le mani.
" Ca puoi toccare solo le spalle e le braccia non il petto e la schiena" provo ad avvicinare la mano e lui si ritrae.
Fermo la mano a mezz'aria, Mirko chiude gli occhi prende un profondo respiro e li riapre.
Annuisce ed io provo di nuovo ad avvicinare la mano.
Tiro la camicia e la allontano dal suo petto per sbottonarla senza toccarlo.
Lui sembra veramente impaurito ma mi lascia fare.
Una volta arrivato agli ultimi bottoni tiro la camicia fuori dai pantaloni, punto le mani sulle spalle e faccio scivolare la camicia insieme alla giacca.
Lui sembra piano piano abituarsi sotto il mio tocco leggero, con la punta delle dita gli sfioro le spalle e scendo giù fino ad arrivare alle mani che incrocio con le mie.
" Grazie" mormoro emozionato per questa concessione.
" Hai ottenuto ciò che volevi ora è il mio turno Signor Silvestri“ mi bacia a fior di labbra " Voltati" mi ordina.
Mi abbassa pantaloni e slip in un solo colpo, mi fa piegare e sento il familiare rumore della bustina del preservativo.
Si avvicina al mio orecchio " Sto per fotterti Signor Silvestri, tieniti forte".
Affonda dentro di me centimetro dopo centimetro.
" Faremo in fretta perché tra poco sbloccheranno l'ascensore" e comincia a muoversi dentro di me.
Forte, inesorabile, veloce.
Spinta dopo spinta affonda e riaffonda, esce e rientra facendomi gemere ed urlare sotto le sue spinte mentre le mie mani sudate scivolano contro la parete d'acciaio.
Afferra il mio membro e con mano veloce ed esperta mi spinge al limite.
" Che mi stai facendo Carlo?" ancora una spinta, ancora la mano su e giù, ancora urla e gemiti e poi il corpo che si irrigidisce.
Ferma la mano, sprofonda un ultima volta e si riversa in me esce velocemente si inginocchia mi guarda negli occhi " Donami il tuo piacere" mi ingloba ed io esplodo nella sua bocca.
Ingoia ogni singola goccia.
Sono stravolto.
L'ho toccato.
Mi ha fottuto in un ascensore.
Ha ingoiato il mio piacere.
Nemmeno il tempo di realizzare che sento il rumore dell'ascensore che riprende la sua corsa.
Mirko si è già rivestito, cerco di darmi un contegno prima che le porte si aprano.
Lui è perfetto come sempre, mentre io ho i capelli in disordine e il viso arrossato.
Quando le porte si aprono mi passa i documenti di Piero che non so nemmeno come, sono finiti nelle sue mani.
Mi accompagna all'ingresso dell'hotel mi da un bacio e mi sussurra " È stato un piacere. A stasera"
Io riesco solo a rispondere " A stasera" prima che lui giri le spalle e mi lasci lì.