CAPITOLO QUINTO LA TELEFONATA 1Dopo alcuni minuti Carlette fa girare la macchina di lato e procede per una via secondaria. Giungiamo cosí a un cancello i cui battenti sono aperti. L’auto avanza lungo il viale che conduce a una casa, fiancheggiata da fitti alberi di lauro. È ripreso a piovere e tutto intorno c’è un’atmosfera da mortorio che fa rimpiangere le veglie funebri del buon tempo antico. Carlette smonta dalla macchina e io la imito. Tira fuori una chiave dalla borsetta e apre la porta principale. Mi sembra di trovarmi in una villa decaduta. Fra le pietre del portico crescono le erbacce e dappertutto c’è un odore di muffa che si intona perfettamente al clima e alla stagione. — Ma come? Lasci la macchina qui? – le dico. – E se Willie Kritsch o qualche suo compare venissero non si m

