IL PASSAGGIO PER L’INFERNO

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IL PASSAGGIO PER L’INFERNO Una visionaria o una povera pazza, Arkada non sapeva davvero come definirsi ogni volta che rammentava. Ricordava per primo il suo vero nome, poi immagini sfocate venivano a galla. Tutto il passato riemergeva come un fiume in piena, sortendo l’effetto di un cataclisma. Proteggeva da tempo immemore il passaggio che portava le anime negli Inferi. Era curiosa, poteva vedere ciò che per l’uomo invece era oscuro. Dentro di lei vigeva la consapevolezza di vuoto assoluto, di gelo sentito, ed era attraverso un fiume di lacrime impetuoso che avvertiva ciò che ai mortali era negato. Come un dolore che si ripiegava su se stesso, agonizzante e desideroso di anime urlanti la loro agonia, lei vedeva l’Impossibile. Aveva camminato, in bilico su cadaveri di passanti in tempo

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