«Suvvia!» protestò Lipotte conciliante. «Le generazioni non sono forse discordi anche in se stesse? Guardi il giovane Mainville… Mainville e Philippe all’apparenza si direbbero amici, eppure…». Al nome di Mainville lo sguardo di Ganse sussultò come una mosca azzurra in fondo alle pupille smorte. «Diavolo di un Mainville!» riprese il dottore, fingendo di non accorgersi dell’emozione del vecchio scrittore. «Diavolo di un ragazzo! Ne vedo passare una infinità nel mio studio, che gli assomigliano come fratelli. È un tipo di giovine abbastanza curioso, a pensarci bene». «Perché?» domandò Ganse con voce malferma. «A me pare comunissimo…». «Certo. Perché lo ha sempre sotto il naso. D’altra parte sono in troppi: come genere si direbbe comune. E siccome non lasceranno nulla, nessun ricordo, ess

