18. La scuola dell’orrore Venti minuti dopo “Non l’ha ucciso la botta in testa…” A parlare è Sassi, rivolto al commissario che, pallido come un cencio sotto la fredda luce dei neon, sembra aggrapparsi al filtro della terza Muratti di fila, “Osso del collo rotto. Come la Falci. E schiena fratturata in almeno due punti, a giudicare dalla posa innaturale del corpo”. “Ha sofferto?” chiede Malaspina. “Nun ce lo so, commissa’. Lui nun ce lo può di’ più, ma io me so’ pijato ’na crocca qui dietro che ho visto pure l’uomo lupo oltre a tutte le stelle der firmamento. Senta un po’, tocchi, pare un pallone da calcio.” “Venditti, levati dalle palle, sei stato un pirla. Ti avevo detto di stare coperto e tu hai provato a fare l’eroe. Non ti avevo ordinato di vestirti di nero?” “Se me vestivo de ne

