L’Orbo. Undici ottobre, mattino

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L’Orbo. Undici ottobre, mattino Enrì uscì dal bar senza sapere dove andare. Quando si era lasciato con il maresciallo la situazione non era così grave da prevedere un immediato incontro. Decise di fare una passeggiata e chiedere un po’ in giro. La prima persona che vide però lo distrasse dai suoi propositi. Era un ragazzetto smilzo ed emaciato che fumava, con un atteggiamento di sofferenza, appoggiato ad un muro. Contemplava il mondo attraverso uno sguardo vacuo, traballante, come se nulla per lui avesse importanza. Nella sinistra reggeva la sigaretta, nella destra l’accendino, e di lui nient’altro si muoveva salvo le palpebre che lentamente si aprivano per poi richiudersi. Il Dobermann aveva già iniziato a spargere bratta nel quartiere. Accelerò il passo e in pochi minuti raggiunse la po

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