Doccia fredda. Otto ottobre, notte

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Doccia fredda. Otto ottobre, notte Dopo aver salutato gli amici, Enrì camminava con il solito passo sicuro e determinato lungo gli stretti e bui vicoli chiusi tra palazzi tirati su a fatica, fino a chiudere il cielo fuori dagli intrighi di gente di porto, mercanti, bagasce e briganti. Immerso nei suoi pensieri, l’uomo procedeva con le mani calate in tasca quando un fruscio lo pose in allarme. Si avvicinò al muro del caruggio e si mise in posizione di guardia. Le sue antenne stavano considerando la natura del rumore, poi nel fascio di luce di un lampione, vide stagliarsi una lunga ombra. L’inseguitore si era nascosto nella nicchia di un portone. Enrì considerò di procedere e poi attaccare, ma nella sua mente già andava configurandosi l’identità della misteriosa figura. In quel vicolo, des

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