3 RHYS MERCOLEDÌ, ORE 10 DEL MATTINO “Ah! Ti ho preso, rosso bastardo!” Rhys Macaulay grugnì mentre stringeva la presa sull’impugnatura della sua spada lunga. Sul viso aveva una smorfia che lasciava scoperti i denti mentre le sue dita scivolavano di mezzo centimetro, ma il compagno di allenamento non perdeva un colpo. Gabriel lo aggirò verso sinistra, ad ogni movimento le sue scarpe da ginnastica cigolavano sul pavimento di gomma della palestra della Villa. Rhys aggiustò la stretta, ma servì a poco. Lui e Gabriel si stavano allenando da quasi due ore e le mani di Rhys erano completamente sudate. “Asciughi le mani con la magia, maledetto inglese”, accusò Rhys, la sua rabbia faceva emergere ancora di più l’accento scozzese, al punto da accorgersene lui stesso. “Pensavo avessi detto che

