34La Tilde aveva un gran bisogno di confidarsi con qualcuno, l’avevano lasciata sola ad arrovellarsi con il suo dubbio e non aspettava altro che parlare con una persona discreta e saggia, come Amapola Parodi. Così quest’ultima venne a sapere che la sera, anzi la notte dell’omicidio, Tilde aveva sentito delle voci nel corridoio, una maschile ed una femminile, e aveva suonato il campanello delle chiamate perché aveva riconosciuto Serena e voleva chiederle un sonnifero. La ragazza si era affacciata sulla porta e l’aveva tranquillizzata, sarebbe subito andata da lei con il farmaco. Tilde non aveva potuto vedere l’uomo, che era rimasto nel corridoio, però a lei era sembrato logico che fosse Pericle Amoretti, dal momento che l’aveva visto qualche volta, e non era un mistero per i degenti che ven

