42Il resto della giornata passò sotto l’effetto delle notizie avute da Adrian e da Vittorio: non riusciva a guardare il paesaggio, pur sempre così bello, senza vedere l’ombra minacciosa dei veleni che l’ammorbavano. Le nuvole che ancora sovrastavano il golfo ed il mare creavano delle macchie scure che neanche a farlo apposta gli richiamavano l’idea di una realtà non solo metaforica: ai suoi occhi, prendevano la forma di draghi, di serpenti, di funghi atomici. Le persone non erano innocenti passanti che se ne andavano per i fatti loro, bensì possibili responsabili dei disastri ecologici di cui aveva sentito appena parlare: che differenza c’è tra una faccia qualunque e la faccia di uno che fa i soldi con traffici sporchi? Lo assaliva il pensiero di un possibile killer nascosto dall’anonimato

