5Serena esisteva, o meglio, era esistita davvero: era una dipendente della Villa ed era stata trovata morta nella sua stanza circa un anno prima. Questo glielo rivelò la signora Angeli, l’impiegata della clinica che rispose alla telefonata che finalmente aveva deciso di fare. Il commissario aveva iniziato il discorso dicendo che era venuto a trovare la signora Parodi e che l’aveva vista turbata. A causa di questa Serena, gli era sembrato.
– La morte di Serena ha turbato un po’ tutti noi, anzi ha messo scompiglio in tutta la casa di riposo: siamo stati tutti coinvolti nelle indagini. Sopralluoghi, interrogatori, i carabinieri non la finivano più di andare e venire. Una cosa terribile, terribile! Sospettare che fossimo coinvolti anche noi... Roba da non credere! Siamo stati lasciati in pace solo quando è stato trovato il colpevole.
– Allora c’è un colpevole.
– Certo, il fidanzato, insomma “fidanzato” per modo di dire: comunque l’hanno arrestato e finalmente abbiamo tirato un sospiro di sollievo. Lo dicevo io che era un poco di buono. Ma non li legge i giornali? Ne hanno parlato tanto, del caso di Villa dei Pini: anche troppo, secondo me.
Il commissario non stette a precisare che lui veniva da Ivrea e non aveva avuto modo di leggere la stampa locale: era ancora stupefatto per avere “annusato” un altro caso. Con un senso di rincrescimento che al momento non seppe spiegarsi, si disse che l’assassino era già stato individuato, e che lui, anche volendo, non aveva più nulla su cui indagare. Come una bolla di sapone, il caso si era ben gonfiato, aveva brillato di mille iridescenze, e poi paf! era svanito.