27 MICK Mi sembra corretto che se io incontro le sue coinquiline, allora lei debba incontrare i miei. Un paio di giorni dopo, alla fine di una conversazione telefonica con mia madre riguardo i progressi impressionanti di papà in queste scorse settimane, Jolie si presenta alla mia porta con il pranzo. «Hai detto che eri troppo occupato per venire a pranzo con me, quindi ho portato il pranzo da te.» Lei sorride, sollevando una busta che ha un profumo sospetto di tacos al pollo. Mi viene l’acquolina in bocca e annuisco. «Non avresti dovuto.» Lei scrolla le spalle, oltrepassandomi per entrare nella nostra stanza da pranzo. È piccolina, con la cucina composta da una piastra e un mini-frigo. «Mi andava, in più in questo modo non devo nascondermi in giro per il campus, facendo finta di ess

