Desiderio come deriva

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Desiderio come derivaLuigi Marfè «Un uomo ama una donna; deve lasciarla; ne muoiono entrambi»: così Roland Barthes riassumeva la vicenda di Aziyadé, il primo romanzo di Pierre Loti. Niente di nuovo, niente di originale. Eppure tutt’altro che niente: un romanzo (che in realtà è una sorta di autobiografia, in cui è l’autore, paradossalmente, ad assumere il nome del suo personaggio), che si interroga sul profondo legame che intreccia esotismo ed erotismo, lontananza e seduzione. Proprio il viaggio, del resto, era per Loti il motore del desiderio. Si parte per colmare una mancanza; si cerca di annullarla in un luogo, in un oggetto, in una donna, in qualsiasi cosa sia diverso da quel sé che non sa bastare a se stesso; poi si scopre che il sollievo ha una durata prefissata, un limite improroga

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