Capitolo 24 STAN Non riesco a vedere i suoi occhi dietro gli occhiali da sole, ma Sage non sorride e non balza dalla sedia per la gioia di vedermi. «Bene, guarda un po’ se non è Satana in carne e ossa» sussurra. Le faccio il mio miglior sorriso diabolico. «Io non sono Satana. Quello è mio padre. Capisco che sia possibile confonderci per via dello stesso nome e tutto il resto.» «Diavolo è chi il diavolo fa.» «Sage» la rimprovera Zoe. «Ciao, Lee.» Lei mi fa un piccolo cenno che le rimando. «Ciao, Zoe. Bella giornata per una bevuta.» «Lo era» brontola Sage, e incrocia le braccia. Ignorando la sua amica brontolona, Zoe mi sorride. «Dovresti unirti a noi. Dicci cosa ti porta a Chicago.» «Può dircelo restando dal suo lato della recinzione. Il patio è per i clienti paganti e i loro cani

